Costi (PD): «Il governo ascolti i ricercatori e investa nel futuro»

maria costi pd

A causa della precarietà e instabilità contrattuale stiamo perdendo le nostre migliori competenze nella ricerca scientifica ed accademica, è ora che il governo ascolti finalmente la voce dei ricercatori che stanno protestando in tutto il Paese e investa nel futuro. Noi vogliamo essere concretamente al loro fianco.” Così la consigliera regionale Partito Democratico Maria Costi, presidente della Commissione “Giovani Scuola Formazione Lavoro Legalità” dell’Assemblea legislativa, motiva l’interrogazione presentata oggi alla Giunta dell’Emilia-Romagna per sollecitare un intervento.

Nell’atto si chiede di sostenere i ricercatori precari che sono oggi in mobilitazione per la loro continuità lavorativa e i loro diritti nell’Università di Modena e Reggio Emilia e nelle altre Università della regione. Per questo si propone un tavolo di confronto con gli atenei, coinvolgendo le rappresentanze, per definire strategie di gestione dei fondi destinati alla ricerca e favorire percorsi di stabilizzazione per i ricercatori a tempo determinato. “Parliamo di centinaia di ricercatori universitari emiliano-romagnoli (30.000 italiani) che sono i nostri talenti e una ricchezza da valorizzare qui e non all’estero dove spesso sono costretti a recarsi” sottolinea Costi, definendo la precarizzazione in atto in Italia e che coinvolge da tempo anche i ricercatori del CNR, un “problema strutturale che limita le prospettive di carriera e di vita di tanti giovani competenti e pregiudica la qualità della ricerca”.

L’interrogazione chiede alla regione di sollecitare il governo e il parlamento, e agire nella Conferenza Stato-Regioni, per garantire che il valore della ricerca venga riconosciuto come indispensabile per lo sviluppo sociale ed economico offrendo ai ricercatori un quadro di certezza e stabilità. “Accanto ad una pianificazione più efficace degli organici e delle risorse disponibili appare indispensabile – conclude la consigliera – un aumento dei fondi nazionali dedicati alla stabilizzazione di queste figure”.

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