Salute mentale. Lucchi: «Dalla Regione 40 milioni di euro per progetti personalizzati»

Francesca Lucchi Partito democratico

Dopo il Question Time presentato dalla consigliera regionale del Partito Democratico Francesca Lucchi lo scorso giugno, la Regione Emilia-Romagna ha tempestivamente approvato il piano attuativo salute mentale e superamento ex ospedali psichiatrici per il 2025, mettendo in campo 40 milioni di euro destinati a rafforzare i servizi territoriali in tutte le province. Una parte significativa di queste risorse arriverà per oltre 6,7 milioni euro, in Romagna e a Cesena, per consolidare i percorsi di cura e inclusione rivolti in particolare alle persone con disturbi dello spettro autistico.

La salute mentale è una priorità sociale – commenta la consigliera regionale Francesca Lucchi –. In Romagna queste risorse ci permetteranno di offrire percorsi di cura più vicini alle persone e alle famiglie, ma soprattutto di costruire progetti di autonomia e inclusione che restituiscano dignità e speranza. È un riconoscimento del lavoro che i nostri territori stanno portando avanti da anni, con una grande attenzione alla dimensione comunitaria e alla presa in carico diffusa. Voglio ringraziare l’assessore Fabi perché subito dopo il mio question time si è attivato immediatamente per completare l’assegnazione delle risorse e dare sicurezza ai territori, agli enti locali ed alle famiglie in maggior modo”.

Al centro ci sono il fondo per l’autonomia possibile, che permetterà a molte persone seguite dai Centri di Salute Mentale di accedere a percorsi di vita indipendente, e i programmi dedicati a disturbi del comportamento alimentare, esordi psicotici, disturbi specifici dell’apprendimento, disabilità intellettive e autismo. Solo sul programma regionale integrato per l’assistenza alle persone con disturbo dello spettro autistico (PRIA) vengono stanziati oltre 4 milioni di euro, che avranno impatto diretto anche sulla Romagna con oltre 1,1 milioni di euro. Gli interventi finanziati dal piano dovranno essere attivati entro la fine del 2025 e interesseranno l’intera rete dei servizi socio-sanitari della Romagna, rafforzando i presidi di prossimità e la collaborazione con le realtà del territorio.

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