«Si è spento Sergio Flamigni, una enorme perdita per tutta la nostra comunità. Sergio è stato un uomo delle istituzioni democratiche, che ha speso la sua vita per la verità, per la memoria storica, con un impegno costante, sin da quando è stato Partigiano, lottando per la liberazione. Si è speso con la sua grandissima lucidità nelle Commissioni d’inchiesta sul caso Moro, sulla Loggia P2 e dell’Antimafia. È stato anche un uomo di partito, dirigente a livello provinciale e regionale, dando un enorme contributo di visione politica e di strategie che hanno accompagnato la crescita della Romagna. Perdiamo una delle menti più eccelse che il nostro territorio e tutta l’Italia hanno avuto modo di conoscere e rispettare. Tutta la comunità del Partito Democratico forlivese e cesenate si stringe attorno alla famiglia, in questo momento di grande dolore» si legge in una nota del PD forlivese.
«La scomparsa di Sergio Flamigni, a pochi giorni dal suo centesimo compleanno, ci priva di una figura centrale della nostra storia civile e democratica. Partigiano nella 29ª Brigata GAP “Gastone Sozzi”, parlamentare e studioso rigoroso, Flamigni ha dedicato tutta la sua vita alla difesa della Repubblica e alla ricerca della verità. In Parlamento ha seguito con grande lucidità i passaggi più delicati della nostra storia, assumendo un ruolo fondamentale nelle commissioni d’inchiesta sul Caso Aldo Moro, sulla P2 e sull’Antimafia. Il suo impegno di analisi e approfondimento, proseguito per decenni, ha contribuito a illuminare zone d’ombra e responsabilità legate al sequestro Moro e al terrorismo delle Brigate Rosse. Il patrimonio di documenti e riflessioni che ci lascia, oggi custodito e reso accessibile attraverso l’Archivio Flamigni, rappresenta un contributo inestimabile alla memoria e alla consapevolezza collettiva. Rivolgo alla famiglia e a chi gli ha voluto bene il mio più sincero cordoglio. Sergio Flamigni lascia un esempio che continuerà a parlare al Paese» è il commento e il ricordo di Valentina Ancarani consigliere regionale del Partito Democratico.
«Il sindaco di Forlì, interpretando i sentimenti della comunità cittadina, si unisce al dolore dei familiari, dei collaboratori e dei colleghi di militanza politica e sindacale, per la scomparsa del senatore Sergio Flamigni. Solo pochi giorni fa, l’Amministrazione comunale aveva partecipato all’incontro che si era svolto in città in occasione del suo centesimo compleanno per inviare a lui un caloroso abbraccio. Giovane comandante partigiano, Sergio Flamigni è stato dal dopoguerra in poi un punto di riferimento per il territorio: in Consiglio comunale, nella Cgil e in Parlamento, come deputato e poi senatore del Pci dal 1968 al 1987. In Parlamento ha svolto un’opera intensa, coraggiosa e costante, quale componente delle commissioni Antimafia e delle commissioni parlamentari d’inchiesta sul caso Moro e sulla P2. Questo suo impegno ha portato alla realizzazione di libri, pubblicazioni, mostre e, negli ultimi decenni, alla nascita dell’Archivio Flamigni, nel Lazio, dove ha messo a disposizione degli studiosi la ricca documentazione raccolta in materia di terrorismo, stragi, mafia. In questo triste momento, il Comune di Forlì esprime i sentimenti di cordoglio, sottolineando stima, gratitudine e affetto a un grande figlio della nostra città» le parole del sindaco di Forlì Gian Luca Zattini.
«A nome anche della Federazione provinciale di Europa Verde-Verdi mi unisco al cordoglio dei familiari e dei compagni dell’onorevole Sergio Flamigni scomparso dopo un’intera vita politica trascorsa da protagonista. Tanti che lo hanno conosciuto e condiviso con lui idee e impegno politico ne ricordano in queste ore l’azione, i ruoli ricoperti, il contributo dato alla crescita sociale del nostro territorio, autorevolmente rappresentato in entrambe le Camere del Parlamento
Sergio Flamigni da parlamentare ha vissuto da vicino le vicende ancora oscure che hanno funestato il nostro Paese e ha dedicato il suo impegno fino alla fine alla ricerca della verità sulle trame eversive, sull’assassinio di Aldo Moro, sulla P2, con un impegno ininterrotto che è durato fino ai nostri giorni. Ci lascia un patrimonio di scritti e documenti di grande rilievo e interesse raccolti in un Archivio di enorme valore soprattutto civile con cui, nel consegnarci la memoria degli anni difficili e tragici di una Italia terra di scontro fra blocchi, ci testimonia anche cosa sia stato l’impegno di un uomo politico di una stagione che non c’è più» sono le parole dell’ex deputato dei Verdi Sauro Turroni.
«Un altro grande testimone della storia antifascista oggi ci ha lasciato. A Sergio Flamigni, alla sua lunga vita dedicata all’antifascismo negli anni bui della dittatura, alla sua storia partigiana, al suo impegno politico e sociale, non basta un “grazie”, nemmeno il più grande e infinito, colmo di gratitudine e di stima profonda. L’eredità che ci lascia – verbale, documentale e di lotta quotidiana – non è misurabile, neppure aggiungendo alla parola grazie tutti i sinonimi e i superlativi possibili. Neppure i tanti anni di lontananza da Forlì hanno in alcun modo indebolito il suo legame profondo con questa terra e con le tante e i tanti con cui il partigiano Sergio Flamigni, nel suo ruolo di coordinatore della lotta clandestina, ha determinato la Liberazione della nostra città ed è stato punto di riferimento negli anni della costruzione della Resistenza in Romagna. Siamo tutte e tutti un po’ più poveri quando vengono a mancare i testimoni diretti delle atrocità della guerra; tutte e tutti più tristi e desolati per ciò che ancora oggi percepiamo come un pericolo possibile. Restano le parole, i gesti, le grandi ricerche per svelare verità politiche scomode ma necessarie, che Sergio Flamigni ci ha aiutato a conoscere. Ci ha insegnato che l’arma della verità è lo strumento più potente per garantire il rispetto della nostra Costituzione, quella stessa Costituzione alla cui nascita ha contribuito, costruendo dopo la Liberazione la nostra Repubblica parlamentare. Grazie, Onorevole Sergio Flamigni. Ci manchi già, moltissimo, come tutte e tutti coloro che insieme a te ci hanno resi liberi» il ricordo di Marisa Fabbri segretaria Sinistra Italiana Forlì Michele Bruzzi segretario SI Cesena.
«Oggi 10 dicembre ci ha lasciato il partigiano comunista Sergio Flamigni, Lo ha annunciato sui social l’Archivio Flamigni. Partigiano, deputato e poi senatore del Pci dal 1968 al 1987, componente delle commissioni Antimafia e delle commissioni parlamentari di inchiesta sul caso Moro e sulla P2 è stato uno più attenti indagatori e studiosi del caso Moro. Flamigni era nato a Forlì il 22 ottobre 1925, aveva da poco compiuto 100 anni, Flamigni iniziò giovanissimo l’attività politica, entrando nel 1941 in un gruppo culturale antifascista clandestino, aderendo l’anno seguente al Partito Comunista. Nel 1943 fu nominato responsabile del movimento giovanile comunista della Federazione forlivese del PCI, e l’anno successivo partecipò attivamente alla Resistenza come commissario politico della 29° brigata Gap “Gastone Sozzi”. Dopo la Liberazione si distinse per l’instancabile impegno politico e sindacale. Collaborò con Enrico Berlinguer per impedire lo scioglimento del Fronte della Gioventù e fu tra gli organizzatori delle Avanguardie garibaldine. Divenne segretario della Cgil di Forlì nel 1952 e poi, nel 1956, della Federazione comunista forlivese. Membro del Comitato centrale del Pci dal 1959, ricoprì anche ruoli di rilievo nella direzione nazionale e nella segreteria del partito. Il Partito Comunista Italiano si stringe a lutto in questo triste giorno per i Comunisti e per tutti gli antifascisti. Per quanti portano avanti gli ideali di Libertà per cui una generazione di donne e uomini ha sacrificato la gioventù e, spesso, la vita. Noi Comunisti ci impegniamo a mantenere vivi tali ideali che, dopo un ventennio di dittatura fascista, hanno ridato la libertà al popolo italiano. Ciao Compagno Sergio, che la terra ti sia lieve» si legge in una nota del Partito Comunista Italiano.