Auto in Piazza. Ascom: “Dov’era il Pd quando vennero programmati i centri commerciali?”

Confcommercio

Partita la raccolta firme online per ‘rimuovere le auto da piazza Saffi’. A questo proposito, è il ragionamento fatto da Alberto Zattini (direttore di Ascom-Confcommercio), “leggiamo che il centro ‘sta perdendo il suo fascino e la sua vitalità a causa delle auto che lo invadono’. Una frase che ci fa definire il dibattito sul centro patetico, e non abbiamo problemi ad utilizzare questo termine“.

Cosa c’è all’origine della contrarietà di Alberto Zattini? “Dico patetico perché sembra che nessuno sembra comprendere la gravità della situazione. Per capirlo è sufficiente un giro in centro storico, per vedere quante attività continuano a lavorare e quante invece sono state costrette a chiudere visto il deficit di politiche mirate da parte dell’amministrazione comunale. Anzi, delle amministrazioni comunali, perché la sofferenza del centro storico non è certamente un fenomeno nuovo, ma, purtroppo, che si è consolidato negli anni“.

Il Partito Democratico ha proposto di istituire un referendum consultivo sulla proposta della Lega, in realtà un progetto che Ascom caldeggia da diversi anni, di aprire piazza Saffi alle automobili. Quella dei democratici è una proposta che ci ha stravolto (e non in senso positivo). Ci chiediamo come il Pd non abbia indetto un analogo referendum negli anni Duemila quando venne progettata e approvata la programmazione urbanistica, che consentì la nascita di decine di supermercati. Oggi, non a caso, c’è chi definisce Forlì ‘la città dei supermercati’. Dov’erano, allora, non diciamo gli attuali consiglieri, ma i loro predecessori? Dov’era il Partito democratico? Era al governo, ecco dov’era. Quindi la risposta ce la siamo già data. Perché non venne chiesto un parere, allora, ai cittadini?” si chiede Alberto Zattini.

In questi anni è stato portato avanti uno scempio e ora ci si concentra su quelle poche automobili che ancora vediamo circolare in centro storico. Non ci si pone il problema delle centinaia di imprese forlivesi che stanno soffrendo. Consigliamo ai nostri consiglieri comunali di procurarsi una foto di Forlì scattata dall’alto negli anni Duemila e di confrontare le aree che si sono sviluppate (Punta di Ferro, Formì, zona di via Bertini) e quelle dove questo sviluppo non c’è stato. Risolviamo noi l’arcano: il centro è rimasto fermo al palo. E questo per colpe di tutta la classe politica, che non saputo o voluto fare una programmazione commerciale e urbanistica adeguata. Ora, a ‘babbo morto’, si dà voce ai cittadini: vedremo quanto conterà. Noi una risposta già l’abbiamo” conclude il direttore di Ascom.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *