Dimensionamento scolastico. Casara: «Un’eredità che arriva dal governo Pd-M5s»

Paola Casara assessora Comune di Forlì

Cominciamo col fare chiarezza su alcuni aspetti. Nessuna scuola di Forlì verrà chiusa, nessun istituto subirà cambiamenti negli indirizzi di studio o negli orari di svolgimento delle lezioni, nessuna classe verrà accorpata e non ci sarà alcun impatto diretto sugli studenti e la qualità della didattica”. Paola Casara, assessore alle Politiche Educative, mette in chiaro alcuni punti del dimensionamento scolastico che andrà a toccare anche due Istituti Comprensivi di Forlì, il numero 9 “Beatrice Portinari” e il 4 “Annalena Tonelli”.

«La cosa più importante da sottolineare e che voglio ribadire per tranquillizzare le nostre famiglie è che il dimensionamento scolastico di cui si parla non è fisico, ma giuridico. Non si chiudono i plessi, ovvero gli edifici dove gli studenti vanno a lezione, ma vengono accorpate le segreterie e le dirigenze. Questo significa che per i nostri ragazzi e per l’offerta formativa in generale non cambia niente. L’operazione messa in atto dal Ministro Valditara, ereditata dal secondo governo Conte con la sottoscrizione degli accordi per l’attuazione degli obiettivi del Pnrr (Riforma 1.3 della Missione 4 “Riorganizzazione del sistema scolastico”), riguarda solo la configurazione organizzativa delle istituzioni scolastiche, non le classi o il regolare svolgimento della didattica» precisa l’assessora.

Chi dice il contrario, tirando in ballo la qualità dell’offerta formativa e il diritto allo studio degli studenti, non fa altro che mettere in allarme in maniera ingiustificata un’intera comunità, con l’aggravante di farlo su un argomento molto delicato e nel merito di un provvedimento che questo Governo ha messo a terra sulla base di indicazioni fornitegli dall’Europa per rendere più efficiente la rete scolastica, adattandola al calo demografico. Tutto questo, lo ribadiamo, non ha niente a che vedere con il numero dei plessi e il regolare avvio del prossimo anno scolastico. Ciò che più ci rammarica di questa vicenda, in verità, è un altro aspetto” insiste Casara.

Fino a un paio di settimane fa, infatti, il Comune di Forlì non era ricompreso nella manovra. Ci è rientrato all’ultimo, dopo un incontro svoltosi di recente tra l’Ufficio Scolastico Regionale e le province, che gestiscono anche il coordinamento con i comuni. Di questo incontro, e del coinvolgimento di Forlì nella riforma, la provincia di Forlì-Cesena non ci ha riferito nulla, né formalmente né con una semplice telefonata. Non è certamente il giusto atteggiamento da tenere in questi casi, specialmente se poi si recrimina il silenzio da parte dell’Amministrazione. Detto questo, come Comune e Assessorato alle politiche educative continueremo a essere al fianco di tutte le nostre dirigenti, i docenti e il personale ata, per rendere la rete scolastica forlivese sempre più efficiente, inclusiva e al passo con i tempi” conclude l’assessore Casara.

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