«La scuola pubblica è il luogo in cui si formano spirito critico, pluralismo e cittadinanza consapevole. Ogni tentativo di intimidazione o schedatura ideologica del personale docente va respinto con fermezza». Lo dichiara Maria Costi, consigliera regionale del Partito Democratico e presidente della Commissione V Giovani, Scuola, Formazione, prima firmataria di un’Interpellanza per sollecitare la Giunta a un intervento politico e istituzionale rispetto alle iniziative promosse da Azione Studentesca anche in Emilia-Romagna, che invitano studenti e famiglie a segnalare docenti ritenuti “ideologizzati” attraverso questionari e piattaforme non istituzionali.
«Invitare studenti a segnalare insegnanti, raccogliere nomi, costruire vere e proprie liste di proscrizione contro chi esercita il proprio lavoro e la propria funzione educante – prosegue Costi – significa riportare la scuola italiana a pratiche intimidatorie che evocano pagine buie della nostra storia. È un terreno scivoloso, che non ha nulla a che vedere con il confronto educativo e democratico».
«Dietro la retorica della lotta alla propaganda – aggiunge – si rischia di introdurre meccanismi di controllo e segnalazione incompatibili con i principi costituzionali di libertà di insegnamento, autonomia scolastica e pluralismo culturale. La scuola non è un luogo di sorveglianza, ma uno spazio di crescita critica, di confronto e di formazione della coscienza civica».
L’interrogazione chiede alla Giunta regionale se intenda avviare interlocuzioni con il Ministero dell’Istruzione e del Merito per rappresentare le criticità di queste iniziative e sollecitare azioni di competenza statale, nonché se non ritenga opportuno assumere una posizione formale di disapprovazione verso pratiche che incentivano la catalogazione del personale docente sulla base di presunti orientamenti politici.
«Come Regione – sottolinea Costi – non abbiamo competenze dirette sull’ordinamento scolastico, ma abbiamo il dovere politico e istituzionale di tutelare il buon clima educativo e la dignità professionale degli insegnanti. Alimentare diffidenza, sospetto e paura nelle comunità scolastiche significa indebolire la scuola pubblica e, con essa, uno dei pilastri della nostra democrazia».
“Si tratta di un atto grave del quale vogliamo credere che neanche gli stessi promotori si rendano conto e chiediamo un passo indietro deciso“. Così in una nota i Giovani Democratici di Forlì a proposito del sondaggio promosso da Azione Studentesca, in cui si chiede, con un semplice google form, di fare nomi e cognomi di professori rei di avere una fede politica diversa dalla loro.
“La scuola è e deve restare un ambiente libero e democratico, nel quale vengano rispettate tutte le opinioni – continuano i giovani dem – schedare i professori sulla base del loro orientamento politico è un atto grottesco e intimidatorio al quale ci chiediamo, secondo i promotori di questo sondaggio, che cosa dovrebbe seguire, epurazioni sulla base di ciò che uno esprime? Schedature sulla base delle tessere di partito o associazione che uno porta?”