Predappio e il patrimonio dimenticato, caso aperto all’ex Caproni

Caproni

A oltre un mese dalla denuncia inoltrata alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio in merito alle condizioni gravemente compromesse dell’ex stabilimento Caproni di Predappio durante gli interventi di messa in sicurezza della facciata, si prende atto dell’assenza totale di qualsiasi riscontro ufficiale riguardo alla sorte del portone d’ingresso originale in ferro, rimosso e sostituito con un pannello in compensato del tutto indegno di un edificio storico tutelato.

Il cantiere affidato alla ditta Technologica risulta smantellato da settimane, senza che sia mai stata fornita una comunicazione formale circa la rimozione, la custodia, la conservazione o l’attuale collocazione di un elemento architettonico storico che fa parte integrante di un complesso con oltre novant’anni di storia, sottoposto a vincoli e attenzioni da parte di più enti di tutela. Questo silenzio non è giustificabile.

È opportuno sottolineare che, nel quadro della candidatura di Forlì-Cesena a Capitale Italiana della Cultura 2028, il territorio di Predappio rientra pienamente nell’area interessata. Il mancato chiarimento su una vicenda di tale rilevanza, protratto ormai da mesi, rappresenta un segnale estremamente preoccupante e mina la credibilità delle stesse politiche di tutela e valorizzazione del patrimonio storico e culturale.

Gli interventi di messa in sicurezza sono stati più volte segnalati per la loro natura invasiva e per l’impatto negativo sulla struttura, che già a metà dicembre risultava visibilmente più danneggiata rispetto allo stato precedente ai lavori. La scomparsa del portone non può essere liquidata come un dettaglio marginale. Si tratta di un fatto grave, che potrebbe configurare responsabilità precise e che rende inevitabile la valutazione di ulteriori segnalazioni formali agli organi competenti, qualora continui a mancare un riscontro chiaro, verificabile e ufficiale.

Si esige pertanto una risposta immediata, scritta e completa, accompagnata da indicazioni puntuali sul destino del portone e dalle tempistiche per il suo ripristino nella collocazione originaria. Ogni ulteriore ritardo non farà che aggravare una situazione che ha già superato ampiamente i limiti della tollerabilità.

Amin della Caproni

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