“Un provvedimento ideologico, punitivo e scollegato dalla realtà economica dei territori. Mette a rischio il lavoro di un’intera filiera e la libertà alimentare dei cittadini”. Il presidente di Federcarni Confcommercio Forlì Andrea Di Venti e il direttore di Confcommercio Forlì Alberto Zattini commentano così la proposta di legge bipartisan che mira ad attribuire agli equidi lo status giuridico di animali da affezione, introducendo il divieto di allevarli per la macellazione, pena la reclusione fino a tre anni e sanzioni fino a 100mila euro.
“Si tratta di un attacco diretto a una filiera legale, che opera nel pieno rispetto delle normative su benessere animale, tracciabilità e sicurezza alimentare – sottolineano Di Venti e Zattini – criminalizzare l’allevamento e la macellazione significherebbe mettere a rischio imprese sane, occupazione e una parte dell’economia gastronomica dei territori, senza produrre reali benefici sul piano sanitario o dei controlli”.
“La carne di cavallo è un alimento pregiato. Ricca di ferro, proteine nobili e vitamine del gruppo B, ha pochi grassi ed è altamente digeribile, quindi ideale per diete ipocaloriche, anziani e bambini. Demonizzarla significa ignorare evidenze scientifiche e tradizioni alimentari. Ma a lasciarci davvero senza parole in questa vicenda è il richiamo alla “crudeltà della pratica”, che rischia di aprire un precedente pericoloso – proseguono il presidente Andrea Di Venti e il Direttore Alberto Zattini – applicando lo stesso principio, qualsiasi macellazione potrebbe essere messa in discussione. Anche galline e conigli sono sempre più spesso animali d’affezione nelle case degli italiani: trasformare questa sensibilità in divieto legislativo significherebbe scivolare nel paradosso, ignorando che l’alimentazione umana comprende storicamente proteine animali”.
Federcarni Confcommercio Forlì fa quindi appello ai parlamentari locali affinché si adoperino per aprire un confronto serio con le categorie economiche prima di assumere decisioni irreversibili. “Il rispetto per gli animali non può tradursi nella cancellazione per legge di una filiera regolamentata né limitare la libertà alimentare dei cittadini”, ribadisce il presidente Di Venti .