“Troviamo assurde e da rigettare al mittente le accuse che Cgil e Rete degli studenti medi hanno rivolto ad Azione Studentesca che qualche giorno fa ha ricordato fuori dalle scuole e nei luoghi simbolo delle proprie città la tragedia delle foibe e il sacrificio di migliaia di italiani, che per la sola colpa di essere tali furono costretti a lasciare la propria terra e le proprio e case, o assassinati gettati in cavità carsiche. Parlare del ricordo e della commemorazione dei martiri delle foibe e degli esuli giuliano-dalmati – come hanno fatto Cgil e Rete degli studenti medi – di “un’operazione strumentale e revisionista” è davvero un insulto alla verità dei fatti”: lo scrive in una nota Filippo Lo Giudice, segretario territoriale di Ugl Romagna.
“La storia delle foibe è stata sin per troppo tempo negata, mistificata o ridotta a leggenda da una certa fazione politica. Ma i fatti e la storia ci ricordano che nelle foibe trovarono la morte tra 6.000 e 9.000 italiani, e a tale massacro seguì l’esodo giuliano-dalmata, con un’emigrazione forzata dalla propria terra che coinvolse tra 250.000 e 300.000 Italiani. Una storia che per l’Italia rappresenta un’ingiusta sofferenza della sua gente. Ma anche la forza di rialzarsi e ricostruire. Una storia che è necessario custodire e che merita di essere tramandata e raccontata a tutti, a partire dagli studenti nelle scuole. Bene: ha fatto i ragazzi di Azione Studentesca a raccontarla. Male: chi nega i fatti e accusa chi li perpetua di: “strumentalizzarli”: aggiunge, ancora, Filippo Lo Giudice.
“Troviamo gravissimo che un sindacato confederale continui ancora a sostenere una posizione così distante dalla realtà dei fatti delle foibe, quando importanti istituzioni, a partire dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a cui lo stesso sindacato si dovrebbe riferire con deferenza, hanno più volte ricordato che la strage delle foibe rappresenta per il nostro Paese un’autentica“ conclude Lo Giudice.