Forlì capitale della cultura? Dal cinema alle proiezioni grafiche sui palazzi

Forlì Capitale della cultura

Pensiline degli autobus brandizzate, manifesti di tutti i formati, maxi poster, stendardi in centro storico, proiezioni architetturali su edifici iconici della città, e poi ancora centinaia di vetrofanie, segnalibri, bandierine loggate per i più piccoli, cinema e contenuti dinamici e creativi per i canali social. Forlì in queste settimane si è vestita a tema per la corsa a Capitale Italiana della Cultura 2028 e con una vasta campagna di comunicazione e promo-commercializzazione punta a rafforzare lo spirito di squadra e la diffusione dell’identikit della candidatura.

Quello messo in campo nel nostro territorio è uno sforzo comunicativo importante per coinvolgere tutta la cittadinanza nella corsa a Capitale Italiana della Cultura 2028. Vogliamo che i colori, il logo e il titolo del dossier diventino in qualche modo virali e riconoscibili a prima vista” – spiega il vicesindaco Vincenzo Bongiornoper farlo, abbiamo utilizzato gli strumenti più tradizionali della comunicazione, come le affissioni pubbliche, le bacheche sullo schienale delle pensiline degli autobus e gli stendardi, ma anche canali più flessibili e moderni del segmento audiovisivo e digitale, oltre ai classici segnalibri e al gadget della bandierina per i più piccoli. Ma non è tutto, in 6 luoghi iconici della città, abbiamo installato altrettante videoproiezioni statiche a colori del logo della candidatura; ex chiesa di San Giacomo, Rocca di Ravaldino, Palazzo Studi-ex collegio aeronautico, campanile di San Mercuriale, basilica del Duomo e Porta Schiavonia”.

Il concetto di candidatura diffusa ben descritto dal sindaco Zattini si ritrova dunque anche in questo aspetto. La partecipazione è un elemento di grande valore del nostro dossier – conclude il vicesindaco – il percorso che ne ha preceduto la stesura ha alternato momenti di ascolto trasversali a fasi tecniche di approfondimento: quattro plenarie pubbliche tra Forlì e Cesena con oltre 400 partecipanti, 16 laboratori tematici, 260 sessioni di co-progettazione bilaterali, tavoli comunali intersettoriali e centinaia di momenti di confronto con associazioni del territorio, cittadini, scuole, giovani, imprese e istituzioni”.

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