Lucchi porta in commissione il tema delle palestre che promuovono salute

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L’attività fisica come strumento strutturale di prevenzione, presa in carico e tutela della salute“. È questo il cuore dell’interrogazione in commissione presentata dalla consigliera regionale del Partito Democratico Francesca Lucchi sullo stato e sulle prospettive della rete delle palestre che promuovono salute, che è stata discussa oggi in commissione assembleare.

L’attività fisica adattata e l’esercizio fisico adattato rappresentano uno degli assi portanti delle politiche regionali di prevenzione, in particolare per le persone con patologie croniche, fragilità o ridotta autonomia. Percorsi che possono essere prescritti dal medico e svolti secondo protocolli strutturati, con il supporto di professionisti qualificati, assumendo un ruolo simile a quello di una vera e propria terapia.

I dati contenuti nella risposta dell’assessore alle Politiche per la Salute Massimo Fabi ci restituiscono la dimensione reale di questo modello – afferma Lucchi –. Oggi la rete regionale conta 290 strutture aderenti, di cui 204 abilitate all’attività fisica adattata, e 30 piscine già inserite o dotate di impianto natatorio. Numeri che raccontano una scelta politica importante nella prevenzione e nell’integrazione tra sanità pubblica e territorio. Partendo da qui è oggi importante ampliare la rete, promuovendo questa opportunità, aprendola alle strutture del territorio. È altresì necessario un focus per quanto riguarda l’attività fisica in acqua, ad oggi meno diffusa, ma non meno importante, in merito alla quale intendiamo lavorare in un’ottica di potenziamento”.

La presenza di 30 strutture natatorie nella rete è un dato significativo. In alcune di queste vengono già realizzati percorsi dedicati a persone con osteoartrosi o sclerosi multipla, adattando all’acqua protocolli normalmente svolti a terra.
Dalla risposta dell’assessore emerge anche come la rete delle palestre che promuovono salute sia dinamica e in continua evoluzione, con protocolli aggiornati dalla Regione e con un coinvolgimento diretto delle aziende sanitarie sia nella formazione gratuita degli operatori sia nelle iniziative di promozione della salute rivolte alla popolazione.

Inoltre, l’attuazione del piano regionale della prevenzione, con specifici indicatori legati all’introduzione di esercizio fisico nei percorsi di cura, rientra tra gli obiettivi che le aziende sanitarie sono chiamate a rispettare. “Questi elementi confermano che non siamo davanti a una sperimentazione marginale – conclude Lucchi – ma a una scelta strutturale della Regione Emilia-Romagna. Ora la sfida è ampliare ulteriormente la rete, coinvolgere nuove palestre e nuove piscine, garantire qualità e formazione e rendere l’Attività Fisica Adattata sempre più accessibile. La prevenzione è una scelta politica che rafforza la sanità pubblica e rende i territori protagonisti della salute delle persone”.

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