Stalli per la ricarica delle auto elettriche penalizzanti per gli altri utenti

stalli per auto elettriche

«Continuano a spuntare come funghi in vari punti del quartiere e non solo Resistenza, una serie di colonnine coperte da un cartone che si stanno progressivamente scoprendo, attivando  dei distributori di elettricità per le auto ma anche dei sottrattori di stalli di sosta per le altre automobili. Quanto detto posto che sarebbe stato cortese nei riguardi dei comitati di quartiere da parte di un organo competente, poter essere informati, laddove esista un piano più generale di collocazione di queste colonnine, ma soprattutto la valutazione dei posti auto dedicati. Nella foto allegata si possono vedere infatti, incomprensibilmente, tre posti auto riservati al rifornimento che appaiono invero punitivi per gli altri utenti in special modo, quando la riserva di posti viene applicata in un contesto di disponibilità già molto ridotta di stalli rispetto alle necessità degli accessi ai piccoli centri commerciali ovvero ai negozi di prossimità già molto penalizzati, senza dimenticare i residenti» è la segnalazione di Raffaele Acri Consigliere Quartiere Resistenza.

«Peraltro gli stalli dedicati alle colonnine di ricarica si aggiungono a quelli giustamente riservati alle persone con disabilità o limitazioni. È chiaro che quando le colonnine si installano presso i centri commerciali con grandi disponibilità di parcheggio l’incidenza è poco sentita, ma in contesti come quello dei piccoli centri commerciali di quartiere,  in particolare Resistenza che supporta e supporta il volume di traffico automobilistico  di 5 istituti scolastici più la piscina comunale, sottrarre anche i posti per le colonnine diventa un motivo in più per gli acquirenti per scegliere i centri commerciali più grandi. Aggiungo che non si comprende poi la valutazione rispetto alla concessione degli stalli per il carico e scarico merci dei negozi di prossimità che devono seguire un severissimo iter di delibera mentre invece per le colonnine di ricarica sembra ci siano corsie preferenziali» conclude Acri.

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