Variante PAI per la Romagna. Europa Verde: “Avanti con decisione per la tutela del territorio”

Europa Verde Sinistra Italiana

«Per Europa Verde l’approvazione della variante al PAI (Piano di Assetto Idrogeologico Po) per la Romagna è una prima risposta importante alla necessità di rivedere la pianificazione di quel territorio, ripetutamente colpito da eventi alluvionali negli ultimi anni e sempre più minacciato dai cambiamenti climatici e dagli errori urbanistici compiuti nel passato. Il consumo di suolo fuori controllo, la realizzazione di insediamenti in aree esondabili, la progressiva sottrazione di spazio ai corsi d’acqua ed il ricorso a sistemi di difesa tanto rigidi quanto inadeguati, hanno creato situazioni del tutto insostenibili e di forte rischio, rispetto a fenomeni meteorologici di intensità decisamente superiore a quelli storici. La variante al PAI affronta tutto questo, tenendo conto dell’assetto attuale del territorio e dei margini di intervento, necessariamente limitati» è il commento di Enrico Ottolini e Sara Londrillo di Europa Verde Emilia-Romagna.

«Si tratta quindi di una pianificazione di compromesso tra le attività esistenti e la necessaria gestione del rischio idraulico, con l’obiettivo di prevenire i danni che la situazione attuale potrebbe comportare nei confronti delle stesse attività presenti. Per questo Europa Verde contesta le critiche rivolte al PAI all’indomani della sua pubblicazione, da parte di soggetti pubblici e privati. Gli eventuali problemi di interpretazione e di applicazione di indirizzi normativi e vincoli possono essere risolti in modo efficace nell’interlocuzione con l’autorità, anziché con inutili attacchi a mezzo stampa. L’Autorità di Bacino Distrettuale del Po ha chiarito molto bene che il PAI “non ostacola lo sviluppo, ma mira a garantire che gli investimenti siano resilienti, sostenibili e compatibili con la pericolosità alluvionale, prevenendo possibili danni a cittadini, imprese e infrastrutture e contribuendo all’incremento della sicurezza complessiva del territorio”. Si tratta quindi di limitare il consumo di suolo, consentire la realizzazione di strutture meno vulnerabili, realizzare casse di laminazione con adeguati indennizzi agli agricoltori e delocalizzare dove necessario, a partire dalle fasce fluviali direttamente interessate dalla dinamica del corso d’acqua» argomentano Ottolini e Londrillo.

«Europa Verde auspica che la Regione questa volta sappia dimostrare una concreta e fattiva disponibilità a programmare gli interventi in base alle indicazioni del PAI, partendo da quelle prioritarie, per continuare sulla strada, lunga ma necessaria, di una reale messa in sicurezza del territorio» concludono Enrico Ottolini e Sara Londrillo dei Verdi Europa Verde Emilia-Romagna.

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