È Ancona la Capitale italiana della Cultura 2028. La proclamazione è arrivata questa mattina al Ministero della Cultura, nella Sala Spadolini, dove il ministro Alessandro Giuli, affiancato dai componenti della commissione esaminatrice, ha annunciato la città vincitrice tra le dieci finaliste. «Pur non avendo ottenuto il titolo, le città di Forlì e Cesena esprimono piena soddisfazione per il percorso condiviso intrapreso in questi mesi. Un cammino costruito attraverso un intenso lavoro corale e comunitario, che ha visto il coinvolgimento attivo di istituzioni, enti, associazioni e realtà locali di tutto il territorio romagnolo» si legge in una nota del Comune di Forlì.
Alla cerimonia hanno partecipato i sindaci Gian Luca Zattini ed Enzo Lattuca, insieme ai rappresentanti delle altre città finaliste. Entrambi hanno sottolineato il valore dell’esperienza condivisa, che rappresenta oggi un patrimonio solido su cui continuare a costruire. “Congratulazioni ad Ancona per la vittoria e a tutte le città finaliste per i loro preziosi dossier. Speravamo in un risultato diverso ma siamo comunque soddisfatti. La vittoria più grande l’abbiamo già portata a casa; abbiamo riscoperto il valore delle relazioni e il piacere di camminare insieme – dichiara il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini -. Il dossier che abbiamo presentato mette a sistema ciò che siamo diventati e ciò che comunque intendiamo diventare, rinnovando con proposte concrete e sostenibili il ricco patrimonio storico, culturale, scientifico e naturale del nostro territorio. Forti di questa consapevolezza, ripartiamo da qui ancora più determinati, pronti per mettere a terra alcuni progetti iconici che incarnano la visione corale della candidatura e una prima grande novità. A ottobre, nelle sale del primo piano dei Musei San Domenico, allestiremo una grande mostra sul Guercino e la sua scuola, con opere di straordinaria bellezza provenienti da diverse sedi museali. Per la prima volta nella storia della città di Forlì, le faremo dialogare in un percorso espositivo di grande pregio. Il 18 aprile, inoltre, partiranno le visite guidate ai Mosaici del Volo, presso l’ex Collegio Aereonautico, per vivere tra passato e futuro l’antica sfida dell’uomo verso il cielo. Insomma, quella che per molti può sembrare una caduta, per noi rappresenta una seconda ripartenza e un nuovo slancio verso il futuro”.
“Siamo delusi ma non nutriamo alcun rimpianto – commenta il sindaco di Cesena e Presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Enzo Lattuca – per il lavoro corale e il forte spirito comunitario che hanno accompagnato questi mesi e il percorso condiviso che abbiamo costruito insieme. Il mancato riconoscimento, assegnato dal Ministero alla città di Ancona, alla quale rivolgiamo le nostre congratulazioni, non rappresenta un punto di arresto. Al contrario, questo cammino di candidatura ha avuto il merito di porre al centro non soltanto Forlì e Cesena, ma una visione ampia e integrata, capace di valorizzare l’intero territorio romagnolo. Abbiamo lavorato fianco a fianco per dare forma a un progetto realmente condiviso, coinvolgendo comunità, istituzioni e realtà locali in un processo partecipato e di grande qualità. Il dossier presentato al Ministero della Cultura, con i suoi 80 progetti, costituisce oggi una base solida e ambiziosa su cui continueremo a costruire. Il mancato riconoscimento non interrompe questo percorso: ne rafforza, piuttosto, la determinazione. Continueremo a investire nella cultura come leva strategica di sviluppo, coesione e attrattività per l’intero territorio provinciale. Nel mese di maggio annunceremo pubblicamente tre iniziative relative ad altrettanti progetti che porteremo ugualmente avanti”.
«Un ringraziamento particolare viene rivolto al vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì, Gianfranco Brunelli, ai componenti del Comitato scientifico, a Francesca Bertoglio, coordinatrice del progetto, a tutto il team di PanSpeech, agli uffici cultura e comunicazione comunali, e a tutti coloro che hanno contribuito alla costruzione della candidatura. La Capitale italiana della Cultura è un’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura, attraverso il Dipartimento per le attività culturali, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale italiano e incentivare la progettualità delle città nel segno della cultura. Prosegue intanto anche il percorso di “Cantiere Città”, il programma di capacity building promosso insieme alla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, che accompagnerà le dieci città finaliste nello sviluppo dei progetti emersi durante la candidatura, consolidando relazioni e collaborazioni nate lungo questo percorso» conclude la nota dell’Amministrazione forlivese.
“Prima di tutto complimenti ad Ancona, selezionata come città “Capitale italiana della cultura” 2028, e congratulazioni a tutte le località che hanno partecipato con progetti di altissima qualità. Per quanto ci riguarda spiace per l’occasione perduta. Spiace perché Forlì meritava davvero un palcoscenico nazionale come Città Capitale della Cultura 2028, avendo presentato un progetto corposo e molto articolato, intitolato ‘I sentieri della bellezza’. Purtroppo così non è stato e forse, ripercorrendo le fasi dell’attività progettuale, si potranno capire i motivi per cui non abbiamo tagliato il traguardo da vincitori, anche se è già un risultato essere arrivati in finale. Qualche dubbio sull’opportunità di un abbinamento con Cesena era stato sollevato fin dal gennaio scorso sia da Galeazzo Bignami di Fratelli d’Italia che da Alberto Zattini, direttore di Ascom-Confcommercio Forlì. Perplessità sulla doppia candidatura su cui concordavo in pieno come ho più volte rilevato. Ma la decisione è stata quella di proseguire in tandem nonostante fosse evidente che Forlì credeva più di Cesena nell’opportunità di questa sfida, non solo in termini di prestigio culturale ma anche di ricadute economiche e di sviluppo del territorio. Certamente a Forlì, in questi ultimi anni, si è puntato molto sul ricco patrimonio culturale e sul valore aggiunto, anche economico e produttivo, collegato a eventi d’arte di altissimo livello e di interesse ultra-nazionale. Penso in particolare ai Musei San Domenico che, in vari anni di attività, si sono confermati un polo espositivo paragonabile a quelli più all’avanguardia in Italia. Forse quel ‘saper fare sistema’ dei due comuni, Forlì e Cesena, è rimasto sulla carta, auspicio di molti ma più a livello formale che concreto. Forse serve un bagno di realismo e certamente il rimpianto di un’occasione perduta”. Così in una nota il deputato Jacopo Morrone, segretario Lega Romagna.
«La mancata designazione di Forlì a Capitale Italiana della Cultura 2028 non deve essere vissuta come una sconfitta fine a sé stessa, ma come un potente stimolo per il futuro. Le forze di opposizione intervengono congiuntamente per ribadire che il lavoro svolto dal comitato scientifico rappresenta un punto di partenza. Il nostro obiettivo resta quello di rendere Forlì una città più accogliente, dinamica e capace di porsi come vero centro di rigenerazione culturale. Il dossier prodotto dal comitato scientifico è un piano d’azione ambizioso. Questo progetto ha messo allo stesso tavolo istituzioni e realtà culturali di tutta la provincia e non solo, dimostrando che la collaborazione tra città è possibile. Il dossier non deve quindi essere chiuso in un cassetto, e chiederemo che le linee guida vengano integrate nella programmazione amministrativa dei prossimi anni. Saremo sempre al fianco della nostra città nelle sfide che verranno, agendo come stimolo e supporto affinché quel programma venga condiviso, sviluppato e messo in pratica. La cultura deve farsi “luogo di generazione”, intercettando i bisogni dei giovani, delle associazioni e delle imprese creative del territorio. Non dimentichiamo l’importanza che il progetto aveva nel dare speranza a tanti operatori della cultura che necessitano di supporto e stabilizzazione. La sfida di Forlì Capitale della Cultura prosegue nei fatti. La città merita l’impegno della politica nella cura dei nostri luoghi e nel sostegno a chi produce bellezza e sapere ogni giorno, cura e sostegno che fino ad oggi sono mancati» il commento del Partito Democratico di Forlì.
«Non è arrivato il risultato che speravamo, ma il percorso che ha portato alla candidatura di Forlì-Cesena a Capitale italiana della Cultura 2028 resta straordinario. Ha dimostrato la forza di un territorio capace di lavorare insieme, superare i confini amministrativi e costruire una visione comune. In queste ore ho apprezzato le parole dei Sindaci, a partire da Gian Luca Zattini ed Enzo Lattuca: interventi seri, equilibrati e all’altezza del lavoro fatto, che hanno saputo rappresentare lo spirito autentico di questo percorso. Determinante è stato il coinvolgimento di tutti i Sindaci della provincia, che hanno fatto squadra attorno a un progetto ambizioso. Importante anche la posizione della Regione Emilia-Romagna: il Presidente Michele de Pascale e l’assessora Allegni hanno ribadito la qualità del dossier e confermato una presenza concreta al fianco del territorio. La volontà di accompagnare i Comuni nel dare seguito ai progetti, trasformando il lavoro di questi mesi in opportunità reali di sviluppo culturale, è un segnale importante di continuità e fiducia. A stonare, purtroppo, sono le dichiarazioni di importanti esponenti del centrodestra che, in queste ore e non solo, hanno messo in discussione la linea unitaria sostenuta dal sindaco di Forlì e dagli altri amministratori del territorio, indipendentemente dal colore politico. Dichiarazioni che hanno finito per indebolire il valore di un percorso la cui vera forza era proprio il fare sistema. Spiace constatare come nelle Marche, invece, la candidatura sia stata accompagnata con convinzione e compattezza da tutte le forze politiche. Una differenza che ha pesato e che merita una riflessione. Ora è il momento di guardare avanti. Il lavoro non si ferma oggi. Le idee, i progetti e le relazioni nate in questi mesi sono un patrimonio prezioso, da non disperdere ma da rilanciare con ancora più determinazione. Un ringraziamento ai Sindaci, alla Regione, al Comitato Scientifico, in particolare a Gianfranco Brunelli, e a tutti coloro che hanno contribuito a questo importante progetto» il commento della consigliera regionale del PD Valentina Ancarani.
«Non ce l’hanno fatta. In un discorso pieno di retorica il Ministro Giuli ha gelato le aspirazioni dei forlivesi che, nonostante gli ammiccamenti alle trascorse glorie del ventennio, sono affondate, come è giusto. Miglio Bianco e altri penosi sforzi volti a far dimenticare la catastrofe della cultura forlivese di questi anni, i suoi musei chiusi, lo smantellamento di quelli aperti, un centro storico abbandonato, la casa natale di Morgagni abbattuta, la profusione di panem et circenses spacciati come eventi culturali, e potremmo continuare a lungo, non hanno ottenuto nulla. A quel che si sa addirittura il pomposo progetto forlivese ha arrancato nelle ultime posizioni, altro che capitale. Inutile il gigantismo, inutili le gite in bus, inutile il “soccorso rosso” di Cesena che è valso solo a zittire per mesi l’opposizione, inutile la propaganda. La cultura, perfino quella di Giuli che cita Bottai e pronuncia 10 volte la parola nazione, è altra cosa» il commento di Sauro Turroni consigliere federale nazionale Europa Verde.
“È un grande motivo d’orgoglio vedere Forlì tra le finaliste di una selezione nazionale così prestigiosa come quella della Capitale Italiana della Cultura 2028: mai era capitato prima nella storia della città. Ringraziamo il sindaco Zattini, tutta l’amministrazione comunale e in particolare il vicesindaco con delega alla Cultura Vincenzo Bongiorno, per il fondamentale lavoro svolto, unitamente alla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e al suo vicepresidente Gianfranco Brunelli che ha presieduto al meglio il Comitato Scientifico del dossier di candidatura ‘Forlì 2028. I Sentieri della bellezza’, oltre che al vivace mondo associazionistico e alle tante realtà e ai cittadini coinvolti nel processo partecipativo per la candidatura. Naturalmente, complimenti ad Ancona per essere stata scelta”. A parlare sono il consigliere regionale FDI Luca Pestelli e il deputato FdI Alice Buonguerrieri, che poi rivelano un particolare interessante. “Abbiamo avuto un’interlocuzione con il Ministro Giuli, arbitro terzo e imparziale in questa competizione decisa dalla commissione deputata ma riteniamo, in cuor suo, ‘tifoso’ di Forlì. Ci ha ribadito la sua attenzione sulla nostra città, che intende continuare a valorizzare nei grandi progetti avviati e in quelli annunciati: i tanti finanziamenti arrivati dal governo in questi tre anni ne sono la migliore conferma. Il Ministro ci ha anche confermato che presto ci raggiungerà nuovamente a Forlì e noi lo attendiamo con grande entusiasmo”.
“Anche se la candidatura a Capitale della cultura non si è conclusa con la sperata vittoria, il nostro percorso non si chiude qui: si consolida”. Così Paola Casara, presidente dell’associazione culturale La Civica Forlì Cambia commenta la nomina di Ancona a Capitale Italiana della Cultura 2028. “Il lavoro straordinario compiuto in questi mesi attorno alla candidatura di Forlì a Capitale della Cultura 2028 rappresenta una base solida su cui continuare a costruire – riflette Casara -. Abbiamo dimostrato che i Comuni della nostra provincia sanno collaborare, fare sistema, ragionare insieme su una visione condivisa di sviluppo territoriale. Questo è un risultato che nessuna graduatoria può toglierci. Bisogna dunque continuare a guardare al futuro in maniera unitaria. Bisogna continuare a mettere al centro della programmazione le nuove generazioni e i loro bisogni, perché è da lì che deve partire qualsiasi seria politica di rigenerazione urbana e territoriale – spiega -. Ripensare il territorio significa ascoltare chi lo vivrà domani, e il dossier prodotto ha fatto esattamente questo”.
Un capitolo fondamentale è poi l’internazionalizzazione: “Il nostro territorio deve saper guardare sempre più oltre i propri confini e in questo la presenza dell’Università in città è una risorsa preziosa: un respiro culturale e intellettuale che può e deve diventare un motore di apertura verso il mondo. Questa apertura riguarda anche le nostre imprese: il dossier è stato costruito in un confronto importante e concreto con le associazioni di categoria, perché cultura e sviluppo economico non sono mondi separati, ma si alimentano a vicenda. La mancata vittoria non è una sconfitta – conclude Casara -. Il dossier presentato ha permesso di avviare e rafforzare relazioni istituzionali e civiche di grande valore, sarebbe un errore lasciarle disperdere. Bisogna proseguire su questa strada, con la stessa energia e la stessa ambizione. Congratulazioni ad Ancona per questo importante riconoscimento”.