Associazione Dino Amadori: “Dalla prevenzione nelle scuole si vince la battaglia contro il cancro”

Associazione Dino Amadori

Alla luce dei dati recentemente pubblicati, che evidenziano come in Emilia-Romagna nel 2023 si siano registrati oltre 50.000 decessi e come, in alcune aree specifiche, in particolare nell’Appennino romagnolo, persistano anomalie significative quali l’elevata incidenza di tumori allo stomaco, emerge con forza una riflessione non più rinviabile: la prevenzione deve diventare una priorità sistemica, culturale e istituzionale.

«L’Associazione Dino Amadori intende richiamare l’attenzione pubblica su un dato fondamentale: la strada per contrastare le patologie oncologiche passa necessariamente da un investimento strutturale sulla prevenzione, così come già intuito, studiato e promosso sin dagli anni ’70 da Dino Amadori e dal suo team. Proprio da quegli studi pionieristici, che già allora mettevano in relazione ambiente, alimentazione e insorgenza di patologie oncologiche, è nato un modello che ha fatto scuola: dalla fondazione dello IOR (Istituto Oncologico Romagnolo) fino alla realizzazione dell’Irst Irccs Dino Amadori, esempi concreti di come ricerca, territorio e comunità possano e debbano dialogare. Ma vi è un ulteriore elemento, già chiaramente presente nella visione del professore Amadori sin dagli anni ’70: per garantire progresso nella ricerca e qualità nelle cure è necessario formare i medici e i ricercatori, e ciò implica un investimento concreto nel sistema universitario e nella presenza della facoltà di medicina nei territori, come lo stesso professore aveva immaginato per Forlì, con una facoltà di medicina romagnola, autonoma e di prossimità territoriale. Senza formazione non vi è ricerca, e senza ricerca non vi è futuro nella lotta contro le patologie oncologiche. Oggi più che mai, quei dati impongono una presa di posizione chiara».

Di strada ne è stata fatta molta, ma non basta – sottolinea l’associazione – è necessario fare di più, e farlo partendo dalle scuole, sin dalla scuola primaria. La prevenzione non può essere relegata a momenti sporadici o a campagne occasionali: deve diventare educazione strutturata, capillare e continua, da avviare fin dai primi percorsi scolastici, capace di accompagnare le nuove generazioni verso una piena consapevolezza di corretti e sani stili di vita, di una sana alimentazione, dell’importanza dello sport, della socialità, della comunicazione con il prossimo e del valore del volontariato come forma concreta di prossimità verso chi è malato. Fondamentale, in questo processo, è anche il contributo diretto di medici, operatori sanitari e degli stessi pazienti oncologici, che attraverso il racconto della propria esperienza possono trasmettere un messaggio autentico, empatico e profondamente educativo“.

L’Associazione Dino Amadori ha già avviato questo percorso, promuovendo iniziative di sensibilizzazione nei quartieri, incontri culturali di prossimità e momenti di confronto aperti alla cittadinanza, con l’obiettivo di entrare nelle case e nelle famiglie, riportando il tema della prevenzione al centro della vita quotidiana. Perché, come ricordava il professore Amadori, “quel brutto male si combatte, e sempre più spesso si vince, anche e soprattutto attraverso la prevenzione.”

«Oggi, grazie ai progressi della ricerca scientifica, molte battaglie possono essere vinte. Ma per consolidare questi risultati è necessario un salto di qualità: fare rete tra istituzioni, scuola, università, sanità, volontariato e cittadini. E proprio in questa direzione si inserisce l’impegno dell’Associazione, che dedicherà le prossime iniziative alla diffusione di una vera e propria cultura della prevenzione, intesa non come obbligo, ma come valore condiviso. Perché il futuro della salute passa da una consapevolezza collettiva che deve nascere oggi» conclude la nota dell’Associazione Dino Amadori.

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