«Il mancato accordo di fusione fra i tre Comuni affacciati sulla strada statale 67 Tosco-Romagnola è stato causato più da motivi di ordine economico che dai numeri della popolazione: Dovadola ha i conti in ordine, non ha debiti e l’Unione porterebbe Dovadola a condividere i debiti del Comune più grande. Come Noi Moderati, crediamo che il futuro del territorio pedemontano debba passare per una maggiore inclusione fra i Comuni che lo costituiscono, tant’è che il nostro vicesegretario provinciale Massimo Falciani sta portando avanti uno studio di coesione fra i paesi rientranti nell’area pedemontana estesa a tutte e tre le vallate del forlivese. Un progetto che unisca i vari settori a partire dal turismo, da un’economia basata su uno scambio inclusivo di tutto il territorio con l’aggiunta della possibilità di creare un’area economico-produttiva e sinergica fra tutti i Comuni interessati» è il commento di Daniele La Bruna.
«Un progetto basato su percorsi ciclabili, enogastronomici e artigianali che richiamino i valori e la tradizione dei territori interessati. Usando come base di partenza un progetto come questo, restando aperti ai contributi e ai suggerimenti per migliorarlo, si potrà rivedere la possibile fusione dei Comuni intesa non come un’entità informe ma dotandola di maggiore senso identitario, dando così al “mega Comune” la possibilità di fornire servizi migliori a tutto il territorio. Ci riferiamo in particolare alla zona di Portico San Benedetto, che lamenta una popolazione contenuta ad un migliaio di unità, un territorio vasto che presenta al momento un disagio importante nei servizi primari e fondamentali. Crediamo che non serva rammentare che è un Comune privo nel proprio organico, ad esempio, di un vigile per poter verificare custodire il comprensorio comunale» insiste La Bruna.
«La fusione, rispetto alla semplice Unione, ha queste prospettive di migliore servizio pubblico generale, attenzione al territorio, fornendo tutti di una scuola bus, di un’assistenza sanitaria migliore, sfruttando la pessima direttiva regionale, che in questo caso però può aiutare, rendendo capillari i servizi comunali con più uffici vicini alla popolazione che, non dimentichiamo, è sempre più anziana. Si devono distribuire i servizi sull’intero territorio pedemontano, aprendo prospettive di inclusione abitativa, dando cosi una maggiore possibilità anche ai giovani di creare la propria vita in un territorio capace di infondere prospettive e fiducia» conclude La Bruna.