Merendi: «Il ritorno alla campagna come presidio di sicurezza e civiltà»

Riccardo Merendi Fratelli d'Italia

«Nel dibattito sulla gestione del territorio e sulla prevenzione del dissesto idrogeologico, appare sempre più urgente recuperare una visione integrata che sappia coniugare responsabilità civica, sostenibilità economica e presidio attivo del paesaggio rurale. In tale prospettiva, il Comune di Dovadola potrebbe farsi promotore di una politica innovativa e lungimirante, volta a riconoscere sgravi fiscali e incentivi mirati a favore dei cittadini residenti nelle aree di campagna, nonché di coloro che intendano stabilirvisi, assumendo contestualmente un ruolo attivo nella cura e manutenzione dei fossi contigui alle proprie abitazioni. L’iniziativa troverebbe fondamento in un principio tanto semplice quanto efficace, mutuato dalla scienza medica: prevenire è meglio che curare» è la proposta di Riccardo Merendi ex consigliere comunale di Dovadola e dell’Unione dei Comuni.

«Applicato al governo del territorio, ciò si traduce nella consapevolezza che interventi diffusi, costanti e capillari di manutenzione ordinaria possano ridurre significativamente il rischio di fenomeni franosi e alluvionali, i cui effetti, aggravatisi negli ultimi anni, comportano costi economici e sociali di gran lunga superiori rispetto a qualsiasi misura preventiva. A rendere ancor più stringente l’urgenza di tali politiche concorre il progressivo venir meno della figura del cantoniere, un tempo presidio essenziale per la manutenzione minuta e quotidiana della viabilità e del reticolo idraulico minore. La rarefazione, se non la scomparsa, di tale funzione operativa ha determinato un vuoto nella cura sistematica del territorio, lasciando spesso scoperti ambiti che richiederebbero invece attenzione costante e interventi tempestivi» argomenta Merendi.

«In assenza di questa storica figura, risulta pertanto necessario ripensare modelli organizzativi alternativi, capaci di coinvolgere attivamente la cittadinanza in un’ottica di responsabilità condivisa. In termini operativi, il Comune potrebbe prevedere una serie di agevolazioni concrete e giuridicamente sostenibili, quali: riduzioni della Tari per i nuclei familiari che partecipano attivamente alla manutenzione dei fossi; agevolazioni su tributi comunali minori o canoni locali; contributi economici diretti o rimborsi spese per attività documentate di pulizia e gestione idraulica minore; punteggi premiali in eventuali bandi o graduatorie comunali; forme di collaborazione strutturata tramite patti civici o accordi di amministrazione condivisa. Tali misure, oltre a incentivare comportamenti virtuosi, contribuirebbero a mantenere vive quelle abitudini civiche e comunitarie che un tempo rappresentavano un presidio naturale del territorio» insiste l’ex consigliere.

«La pulizia dei fossi, la regimazione delle acque e la cura quotidiana del paesaggio non erano soltanto pratiche agricole, ma espressioni di una cultura diffusa della responsabilità e dell’appartenenza. Parallelamente, una simile politica potrebbe favorire un’inversione di tendenza rispetto alla crescente concentrazione urbana, promuovendo un ritorno consapevole alla vita in campagna. Quest’ultima, lungi dall’essere percepita come marginale, si configura oggi come spazio privilegiato di salubrità, equilibrio ambientale e contatto diretto con la natura, elementi sempre più ricercati in un contesto segnato da stress urbano e degrado ambientale. In definitiva, l’introduzione di incentivi e sgravi fiscali legati alla manutenzione del territorio rurale non rappresenterebbe soltanto una misura amministrativa, ma un vero e proprio investimento strategico. Un investimento nella sicurezza, nella qualità della vita e nella ricostruzione di un legame autentico tra comunità e territorio. Perché, se è vero che non tutte le calamità possono essere evitate, è altrettanto vero che molte delle loro conseguenze possono essere mitigate attraverso una prevenzione intelligente, partecipata e radicata nella quotidianità dei cittadini» conclude Riccardo Merendi ex consigliere comunale di Dovadola e dell’Unione dei Comuni.

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