“Mai grande. Un papà sopra le righe” al Teatro Testori

Teatro Testori

Domenica 30 novembre il Teatro Testori di Forlì chiuderà il sipario sull’edizione 2025/2026 della rassegna rivolta alle famiglie “Insieme a teatro”, e lo farà con un appuntamento imperdibile. Alle ore 16,00 andrà in scena “Mai Grande. Un papà sopra le righe“, spettacolo della Compagnia Arione de Falco, pluripremiata realtà teatrale specializzata in produzioni per l’infanzia e le famiglie.

Mai Grande, finalista del progetto In-Box Verde 2018 dedicato al teatro per le nuove generazioni, è un racconto delicato, divertente e profondamente umano che esplora il rapporto tra padre e figlio attraverso lo sguardo dell’immaginazione. Racconta la storia di Alberto, un papà a metà tra Geppetto e Peter Pan, un po’ pasticcione ma volenteroso, che decide di “inventarsi” un figlio, Tobia, immaginando per lui avventure gigantesche, giornate incredibili e divertimento senza fine. Ma quello che Tobia desidera davvero sono cose semplici: una ninna nanna, un giro al parco, colori, respiri grandi come il mare. Non cerca un genitore perfetto, ma qualcuno che sappia chiedere scusa, provare ancora, e abbracciare anche dopo aver sbagliato.

Lo spettacolo “Mai grande. Un papà sopra le righe” nasce da un processo creativo originale, attraverso improvvisazioni degli attori, laboratori nelle scuole dell’infanzia e primaria in Lombardia e Piemonte, e arricchito dai contributi dei bambini di età tra i 4 e gli 11 anni. I loro suggerimenti hanno dato vita a scenari immaginari in cui si riconoscono: fattorie, parchi, mari e ambienti domestici pieni di risvegli, ninne nanne e sogni d’oro.

La regia fisica e il movimento scenico, curati da Annalisa Cima attraverso il metodo Lecoq, insieme alle scelte stilistiche ispirate alla poetica di Jacques Tati, rendono lo spettacolo un viaggio teatrale giocoso, ironico e profondamente umano.
Mai Grande affronta un tema universale: nessun genitore è perfetto. Non esistono formule magiche, ma esistono il tentativo, la comprensione e la capacità di crescere insieme. E i bambini, in scena e in platea, imparano a sorridere degli errori dei grandi, tifando per loro e provando a mettersi nei loro panni.

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