Nei giorni scorsi, il forlivese Michele Dall’Arno, al quale da oltre due mesi è impedita ogni relazione con i figli portati via dalla moglie giapponese, ha incontrato in Municipio il sindaco Gian Luca Zattini e il vicesindaco Vincenzo Bongiorno. Al momento di confronto hanno partecipato anche i genitori di Michele, Andrea e Benedetta, il legale della famiglia, Marco Ghini e il consigliere regionale Luca Pestelli.
Michele Dall’Arno ha raccontato la triste vicenda che sta vivendo, dei suoi tre figli, Lucia di 7 anni, Lorenzo di 5 ed Emilio di 3, portati via dalla moglie giapponese il 31 ottobre 2025. Da allora il quarentaduenne forlivese, che dal 2012 vive in Giappone dove insegna all’Università Fisica teorica, non ha più potuto vederli e nemmeno sa esattamente dove si trovino.
“Mia moglie è giapponese – ha raccontato Michele Dall’Arno – e i nostri tre figli hanno la doppia nazionalità, italiana e giapponese. È una prova durissima quella che sto attraversando, ma continuerò a mettercela tutta per poter riabbracciare i miei figli. Ho amaramente scoperto che in Giappone, quando una persone vuole il divorzio, è consuetudine che porti arbitrariamente via con sé i figli, per poi ottenere la custodia esclusiva dei bimbi, lasciando poche speranze all’altro genitore di rivedere i figli. Quasi sempre le vittime sono i padri. Ad oggi in Giappone ci sono circa 3 milioni di bambini che non vedono da anni uno dei genitori. Non è civile, non è tollerabile“.
Michele Dall’Arno ha anche creato un canale youtube (https://www.youtube.com/@UnfatheredByJapan) per continuare a dare aggiornamenti sulla sua vicenda e per tentare di continuare in qualche modo ad inviare messaggi ai suoi tre figli. La situazione è anche seguita dal Console italiano ad Osaka. Nei prossimi giorni, Michele si recherà anche a Roma, davanti all’Ambasciata giapponese in Italia, per un pacifico momento in cui chiedere ancora una volta un aiuto per poter rivedere i tre figli.
Il sindaco Gian Luca Zattini, assieme al vicesindaco Vincenzo Bongiorno, hanno manifestato a Michele Dall’Arno e famiglia la loro personale vicinanza e quella della città di Forlì, per una richiesta di civiltà: fare in modo che i tre figli possano continuare a crescere sia con una madre, sia con un padre.