Trasferimento diagnostica molecolare a Pievesestina. La critica di Pestelli e la risposta dell’Ausl

ospedale morgagni pierantoni

La volontà da parte della Regione Emilia-Romagna, dell’Ausl e della direzione dell’Irst di Meldola di trasferire il laboratorio di diagnostica dalla sede di Meldola a Pievesestina conferma le preoccupazioni che abbiamo rappresentato alla Regione, come Fratelli d’Italia e come gruppi di opposizione nel corso dei mesi passati“. A parlare è Luca Pestelli, consigliere regionale FdI, che poi entra nel merito del problema: “Su questo tema così delicato e centrale la Giunta De Pascale non ha mai fornito risposte chiare: qual è il piano della Regione Emilia-Romagna per il futuro dell’Irst di Meldola? Si vuole realmente tutelare e rispettare la qualifica di Irccs, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico? Il timore è che dietro alle asserite esigenze di bilancio si nasconda una malcelata volontà politica di smembramento di quella che è a tutti gli effetti un’eccellenza del nostro territorio: per questo motivo ho depositato un’interrogazione, attraverso cui chiederò alla Giunta Regionale di fare chiarezza una volta per tutte sul futuro dell’Irst ‘Dino Amadori’ di Meldola”.

I dubbi erano legittimi già in seguito al mancato riconoscimento economico, da parte dell’Ausl Romagna e nei confronti dello stesso Irst, di determinate cure oncologiche erogate ai pazienti – afferma Pestelli –. Oggi si ufficializza il percorso di trasferimento del laboratorio di diagnostica oncologica presso la sede di Pievesestina, mettendo così in discussione, di fatto, non soltanto anni di lavoro e di investimenti sulla formazione del personale, ma anche i frutti dell’impegno e della professionalità dei lavoratori stessi dell’Irst, che hanno portato al raggiungimento della certificazione Iso 15189, standard internazionale per i laboratori medici che garantisce requisiti di qualità e competenza, oltre a risultati accurati e affidabili. Il tutto, in assenza di un reale progetto organico che possa salvaguardare quanto ottenuto”.

Le preoccupazioni riguardano, oltre al settore della diagnostica, anche l’attività di ricerca, che caratterizza da sempre la natura stessa dell’Irst: “Non si può dimenticare che l’attività di diagnostica è connaturata da evidenti sinergie con il settore della ricerca – sottolinea Pestelli – la Regione sta valutando le ripercussioni di un trasferimento sull’essenza stessa dell’Irst? La prossimità di diagnostica e ricerca è un elemento essenziale per un Istituto di ricerca e cura a carattere scientifico. Nell’idea del suo fondatore, il Prof. Amadori, ed anche in virtù della certificazione di Irccs, la vocazione dell’istituto come centro di ricerca è sempre stata centrale e va salvaguardata nell’interesse dei pazienti e di tutti coloro che hanno necessità che la ricerca sul tema oncologico progredisca”.

L’Irst è nato per restituire speranza ai cittadini bisognosi di cure: “Dovrebbe essere un esempio da seguire in un sistema sanitario integrato, e su questo il progetto del Prof. Amadori si è dimostrato evidentemente innovativo – chiosa Pestelli –. La perplessità è che altre strutture non riescano a garantire lo stesso coinvolgimento del territorio, circostanza che comporterebbe conseguenze negative per le attività del centro e, in ultima istanza, per i pazienti”.

In relazione ad informazioni di stampa pubblicate nella giornata odierna, che riportano prese di posizione di rappresentanti delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil sulla futura collocazione del laboratorio di diagnostica molecolare di Meldola, l’Irst “Dino Amadori” Irccs ritiene opportuno fornire alcune precisazioni, nel rispetto del principio della massima chiarezza verso pazienti, professioniste e professionisti, cittadine e cittadini.

Anzitutto, è fondamentale ribadire che nulla cambierà per i pazienti in termini di qualità, sicurezza e rapidità del servizio. Anzi, a maggior ragione, a fronte della futura dislocazione dell’attività diagnostica genomica presso il laboratorio di Pievesestina, l’accesso alle prestazioni avverrà secondo ancor più elevati standard tecnologici e professionali, in linea con le migliori pratiche nazionali e internazionali. L’obiettivo dell’Irst resta, e resterà sempre, quello di garantire diagnosi accurate e tempestive, a supporto delle decisioni cliniche e terapeutiche.

Saranno, inoltre, pienamente preservate le attività di ricerca, parte imprescindibile della missione di Irst. Tali attività potranno continuare a essere svolte presso il laboratorio di Meldola, grazie a una rigorosa distinzione tra i percorsi e all’adozione di sistemi che assicurano la completa tracciabilità dei campioni. Nel progetto di creazione di una piattaforma diagnostica integrata tra Irst e Ausl Romagna, rivestono un ruolo centrale le professioniste e i professionisti: le competenze, l’esperienza e i valori di cui sono portatrici e portatori, rappresentano un punto fermo non solo per l’Istituto, ma per l’intero sistema sanitario regionale.

È necessario precisare che la riorganizzazione della diagnostica molecolare risponde a un percorso di razionalizzazione previsto da specifica normativa regionale del 2023; indicazioni che recepiscono leggi nazionali e obbligano le Regioni a individuare centri specialistici ad alti volumi di attività per l’esecuzione dei test di profilazione genomica. Tale percorso ha l’obiettivo di garantire sostenibilità, standardizzazione dei processi, volumi adeguati di attività e un utilizzo ottimale delle tecnologie più avanzate, sempre nel rispetto della qualità assistenziale. Per l’ambito territoriale della Romagna, la programmazione regionale ha definito un modello organizzativo basato sull’integrazione tra Irst e Ausl Romagna, individuando nel laboratorio di Pievesestina la sede operativa della piattaforma per la diagnostica molecolare avanzata. Questa scelta risponde all’esigenza di concentrare le attività, rafforzare i controlli di qualità, integrare competenze specialistiche già presenti, generare risparmi economici, quest’ultimo aspetto tutt’altro che trascurabile.

Affermiamo che non esiste, infine, alcun progetto di “smembramento” dell’Istituto. Al contrario, il piano di risanamento e rafforzamento dell’Irst, di cui le organizzazioni sindacali sono a conoscenza, rappresenta una premessa fondamentale per una fase di crescita ancora più decisa. L’obiettivo strategico è quello di consolidare e sviluppare il ruolo dell’Irst come punto di riferimento e di guida dell’onco-ematologia della Romagna, rafforzando ulteriormente l’integrazione tra assistenza, ricerca e innovazione.

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