Il Comune acquista due nuovi dipinti. Zattini: «Nuova luce sulla figura del mecenate»

collezione Verzocchi con sindaco

Il legame Verzocchi-Forlì si arricchisce di due nuovi filoni, fino ad oggi inesplorati, portati avanti dal noto mecenate: uno dedicato alla Madre e l’altro al Fuoco. I dipinti: “Maternità” di Antonio Corpora (1949/1950) e “Il fuoco” di Domenico Cantatore (1949/1950) sono entrati a far parte da qualche giorno delle collezioni civiche del Comune di Forlì. Si tratta di due oli su tela commissionati da Giuseppe Verzocchi con le consuete misure di 90×70 centimetri per intraprendere i due nuovi progetti artistici che aveva pensato, uno appunto con tema “La Madre” e l’altro con tema “Il Fuoco”, dopo l’esperienza della mostra dedicata a “Il lavoro nella pittura italiana d’oggi”.

Si tratta di due acquisizioni importanti, nel percorso di indagine su Verzocchi quale amante dell’arte e mecenate – spiegano il sindaco Gian Luca Zattini e il vicesindaco Vincenzo Bongiorno -. Di questi due progetti si aveva ad oggi conoscenza solo tramite i documenti e non attraverso dipinti noti. Queste due opere testimoniano chiaramente che alcuni artisti già coinvolti nel progetto “Il Lavoro” realizzarono effettivamente nuovi dipinti dedicati a “La Madre” e a “Il Fuoco”, inserendo chiaramente anche il tipico mattoncino “V&D” sulla tela di Domenico Cantatore. Le due opere sono state acquistate dal Comune di Forlì grazie al rapporto di amicizia e collaborazione con gli eredi Verzocchi e in particolare con il nipote di Giuseppe, prof. Valentino Pace, già donatore di opere e documenti di famiglia alle collezioni civiche, che ci ha segnalato la presenza di queste due opere sul mercato dell’arte. Di questo lo ringraziamo di cuore, perché con questo acquisto il Comune di Forlì rafforza sempre di più la propria vocazione di città d’arte e di cultura, autorevole finalista nella corsa a Capitale Italiana della Cultura per il 2028”.

Le due opere verranno esposte nel nuovo allestimento della Collezione Verzocchi al Museo San Domenico.

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