La storia dei circoli e delle case nella Cervese

palazzo morattini monsignani

Domenica 15 febbraio, alle ore 16,00, a Palazzo Morattini, in via Armelino 33 a Pievequinta di Forlì, nell’ambito delle iniziative collaterali alla mostra fotografica “La Cervese racconta. Il tempo che passa”, si terrà un incontro di approfondimento storico dedicato ai circoli e alle case del popolo. Si parlerà in particolare delle realtà che hanno caratterizzato la vita sociale e politica delle località poste lungo la strada che conduce al mare. Saranno gli storici Mario Proli e Federico Morgagni ad illustrare il contesto socio-economico di Forlì dal Dopoguerra ad oggi, periodo che ha visto la rinascita dopo il periodo del regime fascista o la nascita di queste entità dalla Taverna Verde di Ospedaletto al Circolo repubblicano di Casemurate. Coordineranno l’incontro Antonella Greggi presidente dell’Associazione Mazziniana Italiana Sezione “Giordano Bruno” di Forlì, e Gabriele Zelli cultore di storia locale.

L’iniziativa è promossa dall’Associazione Culturale e Ricreativa “Amici della Pieve” in collaborazione con i Comitati di Quartieri della zona, l’Associazione Mazziniana Italiana, il Circolo dei Cooperatori romagnoli, il Comitato Pro Forlì Storico-Artistica, con il patrocinio del Comune di Forlì. L’ingresso è libero.

Le case del popolo e i circoli rappresentano un aspetto imprescindibile del tessuto sociale e politico romagnolo. Per tutto il Novecento hanno svolto a vario titolo una funzione aggregativa rispetto alle singole comunità in cui erano imperniate, e ciò ha significato una centralità e un dinamismo che meritano l’attenzione degli studiosi di storia. Si trattava di spazi all’interno di edifici – talvolta costruiti appositamente, talvolta preesistenti e recuperati per tale scopo – dove le persone, debitamente organizzate, si incontravano per scopi di natura politica, sociale, culturale e ricreativa.

L’idea di base era quella di dotare la comunità di un luogo proprio. Tanto che in molti casi, dal punto vista giuridico, la casa del popolo era una cooperativa i cui soci erano gli avventori. In altri casi, la casa del popolo era di proprietà di un partito o di una organizzazione ad esso legata, e gli avventori erano gli iscritti, i militanti, i simpatizzanti. Ancora oggi, nelle non poche esperienze sopravvissute ai radicali cambiamenti socio-economici si ritrovano questi aspetti.

La presenza di case del popolo o di circoli, compreso quelli cattolici che trovano spazio nelle parrocchie, era un elemento costante lungo il tratto forlivese della via Cervese che attraversa le frazioni di Ospedaletto, Bagnolo, Carpinello, Pievequinta, Caserma e Casemurate. Ne sono testimonianza gli edifici che li ospitavano e che in molti casi conservano ancora i simboli del partito a cui facevano riferimento. Alcuni, pur fra tante difficoltà, sono tuttora aperti e mantengono un ruolo di aggregazione nel contesto del territorio di riferimento.

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