«Con una recente determina, il Comune ha prorogato per un altro anno la convenzione con l’Unione dei Comuni per l’utilizzo congiunto del personale del Servizio di protezione civile. Sulla base della convenzione, l’unica risorsa umana assegnata dalla nostra Amministrazione alle funzioni specifiche di Protezione civile è destinata, per il 90% del proprio tempo di lavoro, all’Unione e per il 10% al Comune di Forlì. Il punto, va da sé, non è mettere in discussione il fatto che una parte delle funzioni della protezione civile sia gestita a livello di Unione, quanto il fatto che, per l’ennesimo anno, sarà un solo funzionario, e peraltro esclusivamente per il 10% del suo orario di lavoro, ad occuparsi di tutti quei compiti e attività di protezione civile che rimangono pur sempre di diretta competenza del Comune» è la critica mossa da Federico Morgagni, consigliere Gruppo Partito Democratico .
«E si tratta di compiti e funzioni numerosi e rilevanti. Fra questi rientrano ad esempio: aggiornamento e comunicazione del Piano di protezione civile, attività di formazione e addestramento sulla protezione civile all’interno e all’esterno dell’ente, supporto alla gestione tecnica, operativa e amministrativa delle emergenze, supporto a tutti gli uffici del Comune per gli aspetti riguardanti la protezione civile e gestione dei rapporti dell’ente con Dipartimento Protezione Civile, Regione Emilia Romagna, Prefettura. Alla luce di tutto questo, durante l’ultima seduta consiliare abbiamo interrogato la Giunta per sapere se intendesse procedere a nuove assunzioni per rafforzare l’organico destinato a questi importanti compiti. Visto che si trattava di una richiesta di buon senso, è particolarmente deludente il fatto che l’Assessore Petetta l’abbia prontamente respinta al mittente, affermando sbrigativamente che il Comune aveva già provveduto a integrare il Servizio con un’altra risorsa umana alcuni mesi fa» insiste il Dem forlivese.
«Peccato che l’Assessore abbia “dimenticato” di precisare che il dipendente in questione è una figura con competenze professionali legate all’informatica e al digitale, che quindi può dare un contributo all’attività dell’Ufficio sotto questi versanti ma non farsi carico delle mansioni proprie della protezione civile. Ne consegue che, a tre anni dall’alluvione, tutti i numerosi e importanti compiti elencati in precedenza continuano a ricadere sulle spalle di un unico funzionario, che oltretutto può occuparsene per appena un decimo del suo orario di lavoro, in sostanza per mezza mattinata alla settimana. Se si aggiunte il forte sottofinanziamento delle attività di protezione civile che la Giunta Zattini ha appena previsto nel suo bilancio 2026-28, ne deriva l’ennesima conferma che a Forlì la scelta fatta dopo l’alluvione non è stata investire per la sicurezza delle persone ma voltare pagina e far finta che nulla fosse accaduto, a tutto discapito delle legittime richieste e preoccupazioni di tanti alluvionati» conclude Federico Morgagni.