Negli ultimi mesi i Comuni di Dovadola, Rocca San Casciano e Portico e San Benedetto hanno avviato un percorso di approfondimento sulla possibile fusione dei tre enti, nell’ambito del progetto “Italiae”, promosso dal Dipartimento per gli Affari Regionali. “Come Pd forlivese siamo a sostegno di questa fusione – spiega il segretario territoriale Enrico Monti – nella Direzione territoriale di martedì abbiamo infatti votato all’unanimità un documento nel quale la nostra posizione è chiara: la fusione è una strada giusta e va perseguita con convinzione, se l’obiettivo è rafforzare i servizi, rendere più solide le istituzioni locali e dare prospettive di sviluppo a queste comunità”.
“Lo studio di fattibilità consegnato ai Consigli comunali indica che la fusione è un’operazione sostenibile e potenzialmente vantaggiosa: maggiori risorse economiche, rafforzamento della struttura amministrativa, possibilità di specializzazione del personale, più capacità di programmazione e maggiore peso istituzionale. Non siamo di fronte a una scelta tecnica, ma di fronte a una scelta politica. I territori dell’Alta Valle del Montone condividono fragilità demografiche, difficoltà organizzative, crescente complessità amministrativa, oltre alle conseguenze delle recenti calamità che hanno colpito queste comunità. Allo stesso tempo condividono storia, servizi, relazioni sociali ed economiche. In questo quadro, la fusione rappresenta una possibile risposta strutturale, non una semplice riorganizzazione burocratica. Inoltre, la Regione Emilia-Romagna conferma, in questa fase, strumenti concreti di accompagnamento e sostegno ai processi di fusione, sia dal punto di vista finanziario sia tecnico-amministrativo. È una finestra di opportunità che non può essere affrontata con esitazioni o tatticismi”, si legge nel documento del PD.
Partendo da queste premesse il Partito Democratico Forlivese si è espresso a favore, ritenendo che non sia utile galleggiare nell’incertezza. “L’avvio di questo percorso, infatti, non rappresenta un atto calato dall’alto, ma l’occasione per coinvolgere pienamente i cittadini ed aprire un confronto serio e positivo sul futuro dell’Alta Valle del Montone. Il referendum non è l’unico passaggio previsto, ma è una tappa fondamentale: non può essere preclusa alla comunità la possibilità di esprimersi in modo chiaro e consapevole su una scelta così rilevante – viene specificato dai Dem -. Di fronte a una decisione di questa portata, i cittadini hanno diritto alla chiarezza. Hanno diritto di sapere se le amministrazioni credono davvero in questo percorso o se intendono semplicemente rinviare, lasciare che il tempo passi, evitare di assumersi una responsabilità politica netta. Il confronto è legittimo, le opinioni possono essere diverse, ma l’ambiguità non aiuta le comunità”.
Il Pd forlivese chiede questo: “Se si decide di procedere, lo si faccia fino in fondo, aprendo un percorso pubblico, trasparente, partecipato, che entri nel merito delle prospettive istituzionali, economiche e territoriali. Anche perché l’eventuale fusione produrrebbe effetti concreti e immediati: il nuovo Comune, in base alla legge 131/25, verrebbe riconosciuto come Comune montano — superando l’attuale esclusione di Dovadola — ed entrerebbe a far parte del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, di cui oggi fa parte solo Portico e San Benedetto. Si tratterebbe di un passaggio con ricadute positive sull’intero territorio dei tre Comuni, in termini di opportunità, risorse e valorizzazione ambientale e turistica”.
“Il Partito Democratico non si vuole sostituire ai sindaci, né alle amministrazioni, che hanno la responsabilità formale degli atti. Ma rivendica il proprio ruolo politico: sostenere una visione riformista del governo locale, capace di superare i confini amministrativi quando questi non sono più adeguati alle sfide del presente. Se c’è la volontà di affrontare seriamente questo passaggio, con determinazione e senza ambiguità, il Partito Democratico c’è. Se si vuole costruire un percorso vero di innovazione istituzionale, noi ci siamo” è la conclusione.