Un migliaio di persone ha preso parte alla tappa forlivese della StraWoman. La manifestazione di corsa e camminata non competitiva dedicata alle donne si è tenuta l’otto marzo a Formì, il distretto commerciale all’uscita dell’A14. Come da tradizione, l’iniziativa ha avuto anche un significato benefico. Ogni iscrizione ha portato in dote due euro a fini solidali, consentendo di raccogliere 2.000 euro a favore dell’Istituto Oncologico Romagnolo. Al termine dell’evento, il direttore di Formì, Valentino De Falco, ha consegnato la cifra nelle mani di Massimo Fiori, consigliere dello IOR.
La somma andrà a sostenere il progetto “FuoriClasse” che intende garantire l’istruzione domiciliare agli studenti malati di tumore, in modo da permettere la continuità didattica ed evitare l’isolamento sociale. I trattamenti oncologici, come ha spiegato Fiori, costringono studenti e studentesse a lunghi periodi di ospedalizzazione, isolamento, solitudine, lontano dalla classe e dai compagni. Con l’aiuto di chi sostiene questo progetto, IOR può offrire agli adolescenti con patologie oncologiche un’istruzione domiciliare completa, per restare in pari con l’intero programma scolastico: un modo per garantire a chi riceve una diagnosi di cancro le stesse opportunità dei coetanei.
Da alcuni anni, lo IOR collabora con l’Ufficio Scolastico Regionale, per garantire l’istruzione domiciliare a ragazzi e ragazze col cancro che, altrimenti, rischierebbero di perdere l’anno o di ricevere una formazione meno completa rispetto ai coetanei sani e ha di recente rinnovato un Protocollo d’Intesa. Le scuole hanno già a disposizione un plafond per garantire agli adolescenti che si devono assentare per lunga malattia di ricevere a domicilio le lezioni più importanti: ma spesso il percorso completo ha un peso economico elevato e non è possibile coprire tutte le materie.
Per queste ragioni l’Istituto Oncologico Romagnolo ha anche deciso di far partire una campagna di crowdfunding proprio a sostegno del Progetto “FuoriClasse” sulla piattaforma dedicata www.insiemeachicura.it/fuoriclasse.
Grazie al sostegno ricevuto, IOR potrà erogare borse di studio che permettano a tutti i docenti, non solo quelli che insegnano le materie principali, di effettuare le lezioni a casa del paziente: non è solo una questione di diritto allo studio, ma è anche e soprattutto un modo per combattere la malattia, la solitudine, il dispiacere di vedersi lasciati indietro. Infine, sul palco di Formì sono salite anche alcune rappresentanti del progetto Prime, che hanno illustrato le attività portate avanti presso il centro e hanno evidenziato l’importanza dell’attività fisica non solo come arma di prevenzione ma anche di cura in presenza di una diagnosi oncologica.