Entra nel vivo il restauro del Guercino

il restauro del Guercino

Il progetto di studio, restauro e valorizzazione del dipinto “Estasi di San Francesco” (1651–1652) di Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, conservato nella chiesa di Santa Maria in Laterano in Schiavonia a Forlì, e promosso dalla Diocesi di Forlì–Bertinoro e dall’Associazione Culturale Metropolis entra nel vivo. Prenderà il via venerdì 13 marzo, infatti, la campagna diagnostica dedicata all’opera forlivese.

Le indagini, coordinate per l’Università di Bologna da Chiara Matteucci, consentiranno di approfondire la conoscenza dei materiali, della tecnica esecutiva e dello stato di conservazione del dipinto, fornendo dati fondamentali per la progettazione del prossimo intervento di restauro.

L’intervento sull’opera forlivese si inserisce nell’ambito del programma di ricerca Guercino: oltre il colore, nato dalla collaborazione tra il Laboratorio Diagnostico del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna (Campus di Ravenna) e la società francese Lumière Technology.

Materialmente venerdì 13 marzo mattina la tela sarà deposta dalla parete e posizionata verticalmente in cavalletto per consentire l’attività diagnostica, che prevede l’impiego di metodologie avanzate per identificare attraverso tecniche scientifiche i materiali originali e valutare e approfondire lo stato di conservazione dell’opera. Il tutto attraverso analisi non invasive e modalità di imaging multispettrale con: fotografia in luce visibile, fotografia in UV di fluorescenza, riflettografia in infrarosso, videomicroscopia digitale e spettrometria di fluorescenza a raggi X.

Si procederà alla ricostruzione della storia conservativa: e della cronologia degli interventi precedenti su tela, attraverso uno studio stratigrafico con micro-campionamento e analisi in cross-section, un processo scientifico mirato a preservare l’opera, garantendo la compatibilità dei materiali utilizzati. Questo approccio analitico permette di indagare la struttura interna del dipinto, identificando la successione degli strati (preparazione, pittura, vernice) e i materiali originali, fondamentale per interventi complessi di restauro di dipinti su tela.

«Molto importante – hanno sottolineato Marco Colonna e Massimo Monti – grazie alla collaborazione tra il laboratorio di diagnostica del Dipartimento di Beni culturali dell’Università di Bologna, campus di Ravenna, coordinato da Chiara Matteucci, e la Lumiere Technology che ha finora svelato preziose informazioni su alcuni dei dipinti più celebri al mondo».

Avviato nel 2017, il progetto di ricerca Guercino: oltre il colore, è dedicato allo studio tecnico e diagnostico delle opere dell’artista e si propone di ricostruirne le tecniche pittoriche e l’evoluzione stilistica attraverso indagini scientifiche sistematiche condotte su dipinti conservati in diverse collezioni e istituzioni. Ad oggi le ricerche hanno interessato complessivamente oltre sessanta dipinti su tela e numerosi cicli pittorici murali, contribuendo in modo significativo alla comprensione dei processi esecutivi e delle pratiche di bottega del maestro emiliano.

«A Forlì, completata la fase diagnostica del dipinto Estasi di San Francesco – ha aggiunto Massimo Monti – si procederà all’apertura del bando per individuare la società che dovrà realizzare il restauro, con le attività che saranno condotte in modalità di cantiere aperto, offrendo al pubblico l’opportunità di avvicinarsi alle pratiche della ricerca scientifica applicata ai beni culturali».

I ricercatori coinvolti accompagneranno i visitatori alla scoperta degli strumenti e dei metodi della diagnostica, mostrando come la scienza possa contribuire a rivelare i processi creativi dell’artista e a orientare le scelte della conservazione, trasformando il cantiere in un momento di condivisione tra ricerca, tutela e comunità. Soddisfazione è stata espressa da don Nino Nicotra che ha spiegato come il restauro della tela del Guercino possa concorrere con la giusta importanza alla valorizzazione del patrimonio di arte, fede e cultura della Diocesi e della storia di Forlì e non sia casuale che il progetto di restauro della tela del Guercino entri nel vivo proprio nel 2026, anno in cui si celebrerà l’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *