Wwf, LAC e Animal Liberation rispondono alle recenti dichiarazioni dell’assessore Giuseppe Petetta (cliccare qui), ribadendo che le presunte “incomprensioni” sugli atti non riguardano le associazioni, ma l’assessore stesso, che forse non ha ben presente il contenuto della delibera di giunta del 2025, anche perché quando venne approvata risultava assente. Le Associazioni ribadiscono come sia un dato di fatto che, quindi, non ha senso provare a smentire che l’atto della giunta citasse in più punti la parola dissuasori. Inoltre, nel capitolato dove si elencavano i lavori da eseguire per la ditta appaltatrice, si legge testualmente: “Dissuasori: fornire e installare dissuasori, al fine di prevenire la formazione di una nuova garzaia”.
«Era dunque palese l’intento di allontanare gli uccelli, riconoscendo l’esistenza di una garzaia consolidata. Sempre nel capitolato: “Diradamento della garzaia: effettuare il diradamento basso della zona interessata dalla garzaia, con abbattimento delle alberature spontanee e potatura di esbosco”. Queste opere erano pienamente comprese nel costo complessivo dell’appalto, pari a circa 150.000 euro. Emerge così la volontà inequivocabile della Giunta di allontanare gli ardeidi per procedere all’abbattimento del bosco, quasi totalmente spontaneo dopo oltre 50 anni di rinaturalizzazione dell’area. Le associazioni si sono mosse tempestivamente: gli esposti e il ricorso al TAR sono stati presentati quando era giuridicamente possibile, ossia non appena i lavori che mettevano a rischio la garzaia sono iniziati, con richiesta di immediata sospensione. E sta di fatto che hanno costretto l’Amministrazione a fare marcia indietro sui dissuasori e sul taglio degli alberi spontanei» continuano le associazioni ambientaliste.
«Chiediamo allora all’assessore: quali sono gli atti da lui citati che confermano che l’Amministrazione non aveva intenzione di distruggere il bosco e la garzaia? Il Comune è tornato sui suoi passi rinunciando ad eseguire il punto 6 della delibera del 2025 relativo ai dissuasori e autolimitandosi con riguardo al punto 1 relativo al taglio del bosco. Di fronte al TAR, dunque, le associazioni non hanno potuto fare altro che prenderne atto. In conclusione le associazioni chiedono all’assessore Petetta e alla giunta se concordano sulla creazione, in quel luogo, di un’area di riequilibrio ecologico come più volte richiesto».