Malattie renali croniche. Ancarani: «Rafforzare prevenzione e diagnosi precoce»

Valentina Ancarani in Regione

Le malattie renali croniche rappresentano una delle principali sfide di salute pubblica, spesso sottovalutate perché nelle fasi iniziali possono non presentare sintomi evidenti. In Italia si stima che circa il 10% della popolazione adulta ne sia colpita. Su questo tema è intervenuta la consigliera regionale del Partito Democratico Valentina Ancarani, che ha presentato un’interrogazione in Assemblea legislativa per chiedere alla Giunta regionale di rafforzare le politiche di prevenzione e diagnosi precoce.

Individuare tempestivamente la malattia – spiega Ancarani – consente di rallentarne la progressione, ridurre le complicanze e migliorare la qualità della vita dei pazienti, evitando nei casi più gravi il ricorso a dialisi o trapianto. L’Emilia-Romagna ha già sviluppato nel tempo esperienze importanti e innovative, come il progetto PIRP (Progetto Integrato per la Prevenzione dell’Insufficienza Renale Progressiva), che valorizza l’integrazione tra medici di medicina generale e specialisti nefrologi, rappresentando una base solida su cui continuare a investire”.

Con l’atto depositato, Ancarani chiede in particolare se la Regione intenda recepire il nuovo Percorso Preventivo Diagnostico-Terapeutico Assistenziale (PPDTA) nazionale sulla malattia renale cronica, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, e con quali tempi, al fine di garantire percorsi omogenei e una presa in carico sempre più efficace dei pazienti.

L’interrogazione sollecita inoltre la Regione a sostenere, nelle sedi istituzionali competenti, iniziative per favorire la ripresa dell’iter del disegno di legge nazionale, fermo da mesi in Parlamento, dedicato all’individuazione precoce della patologia, con l’obiettivo di promuovere programmi di screening su scala nazionale. “Continuare a investire sulla prevenzione – conclude Ancarani – significa rendere il nostro sistema sanitario ancora più efficace, sostenibile e vicino ai cittadini”.

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