La scuola di Meldola vola in Danimarca: un Erasmus per rileggere l’infanzia

scuola di Meldola vola in Danimarca

Una delegazione italiana arriva in Danimarca, entra nei servizi per l’infanzia di Kolding, tiene una lezione all’università e torna a casa con qualcosa di difficile da mettere in valigia: un modo diverso di guardare i bambini. È quanto accaduto nelle scorse settimane nell’ambito di un progetto Erasmus che ha visto protagonista, oltre alle realtà della provincia di Parma, il polo d’infanzia “Monsignor Achille Lega” di Meldola — una delle realtà più attive del territorio forlivese  sul fronte dell’innovazione educativa e della cooperazione europea.

Il progetto

L’iniziativa è nata sotto la regia della Fism di Parma guidata dal presidente Adriana Pecora, capofila del progetto Erasmus, che ha coordinato la delegazione di docenti e dirigenti in visita ai servizi per la prima infanzia della città danese di Kolding. A rappresentare la Fism Emilia-Romagna era presente la presidente regionale Anna Maria Di Cicco, dirigente del polo d’infanzia meldolese, mentre per la scuola ha preso parte all’esperienza l’insegnante Monia Rustignoli, voce diretta di chi quella scuola la vive ogni giorno. Non un viaggio di rappresentanza, dunque, ma una vera e propria immersione formativa: osservazione sul campo nei servizi educativi danesi, confronto con pedagogisti e operatori locali, e momento di rara intensità, una lezione tenuta dalla delegazione italiana agli studenti di pedagogia della Syddansk Universitet, l’Università della Danimarca del Sud.

Cosa si è visto a Kolding

Il modello educativo danese colpisce per la sua coerenza interna. Negli asili visitati a Kolding non si trovano bambini seduti ad ascoltare: si trovano bambini che esplorano, che scelgono, che sostano nel gioco senza essere interrotti. Gli educatori osservano più che dirigono. Gli spazi sono pensati per stimolare l’autonomia, non per contenerla. Il tempo è lento, deliberatamente lento. Non si tratta di copiare un modello straniero, ma di lasciarsi interrogare da pratiche diverse. E certe domande, una volta fatte, cambiano il modo in cui si torna in sezione il lunedì mattina.

Una lezione all’università, dalla parte dei docenti

Tra i momenti più significativi del soggiorno spicca la visita alla Syddansk Universitet, dove la delegazione italiana non si è limitata ad ascoltare: ha insegnato. È stata Anna Maria Di Cicco a tenere la lezione agli studenti del corso di pedagogia, portando in cattedra due esperienze concrete del polo meldolese che hanno catturato subito l’attenzione della platea.

Da un lato i progetti di Philosophy for Children (P4C), il metodo che trasforma i bambini in piccoli filosofi, capaci di ragionare insieme, fare domande, costruire pensiero critico fin dalla prima infanzia. Dall’altro la pratica della didattica all’aperto, intesa non come semplice uscita dal cancello della scuola, ma come immersione nel territorio, nei suoi paesaggi, nella sua storia, nella sua comunità. La risposta degli studenti danesi è stata immediata e vivace: domande precise, curiosità genuina, un dialogo che si è acceso in modo del tutto inatteso. Una conferma che le buone pratiche educative, quando sono radicate e vissute, parlano una lingua universale — e che Meldola, da Kolding, aveva qualcosa di autentico da dire all’Europa.

Meldola, una scuola del forlivese che guarda all’Europa

Il polo d’infanzia “Monsignor Achille Lega” di Meldola non è nuovo a questo tipo di esperienze. Nel panorama scolastico del territorio forlivese, rappresenta infatti una realtà d’eccellenza sul fronte della mobilità europea: diverse esperienze Erasmus all’attivo, costruite negli anni con metodo e continuità, fanno di questa scuola un punto di riferimento per chi crede che l’innovazione didattica passi anche dall’apertura al confronto internazionale. Non viaggi estemporanei, dunque, ma un percorso strutturato in cui ogni esperienza europea si traduce, al rientro, in formazione interna, in pratiche rinnovate, in una proposta educativa che cresce senza perdere le proprie radici nel territorio. Un modello virtuoso che dimostra come una scuola dell’infanzia del forlivese possa dialogare alla pari con le migliori realtà educative europee e, come accaduto a Kolding, persino insegnarle qualcosa.

«Tradizione, innovazione e bellezza: la nostra idea di scuola»

Parla Anna Maria Di Cicco, dirigente del polo d’infanzia “Monsignor Achille Lega” da oltre vent’anni e neo-eletta presidente regionale Fism Emilia-Romagna racconta l’esperienza a  Kolding.«Vissuta con la stessa emozione e la stessa curiosità con cui, da oltre vent’anni, vivo ogni giornata accanto ai bambini della mia scuola. Andare in Danimarca non significava cercare un modello da importare, ma aprirsi al confronto con chi ha fatto scelte diverse dalle nostre, e chiedersi perché. Kolding mi ha confermato che quando metti davvero il bambino al centro, quando rispetti i suoi tempi e i suoi talenti, i risultati arrivano. In qualsiasi latitudine».

Neo eletta Presidente Regionale Fism Emilia-Romagna il 25 novembre 2025. Questo viaggio è stato anche il suo primo atto concreto nel nuovo ruolo. «Ho voluto che il mio mandato iniziasse con i piedi per terra o meglio, con i piedi in cammino. La presidenza non è una poltrona, è una responsabilità verso le scuole federate, verso le famiglie, verso i bambini di questa regione. Partire da un progetto Erasmus, mi è sembrato il modo più coerente per dire chi siamo e dove vogliamo andare».

La guida  del polo “Monsignor Achille Lega” da oltre vent’anni, il segreto di una scuola che riesce a innovare senza perdere la propria identità, Di Cicco sostiene: «Credo profondamente che tradizione possa fare rima con innovazione e bellezza. Non sono parole in contraddizione: sono un progetto. La nostra scuola ha radici solide, valoriali, culturali, comunitarie, e proprio quelle radici ci danno la libertà di sperimentare, di osare, di guardare all’Europa senza paura di perderci. La P4C, la didattica all’aperto, e prossimamente il progetto Coding che vedrà impegnata l’insegnante Ravaioli Nazarena nella trasferta in Lussemburgo e tutti  i progetti Erasmus già vissuti per noi  non sono mode, sono il frutto di una visione coerente che si costruisce anno dopo anno, con le famiglie, con le insegnanti, con i bambini. Una scuola bella, nel senso più pieno della parola».

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