Il numero delle imprese commericiali attive nel 2025 è in leggero calo

camera di commercio di notte

Dopo l’evento di presentazione del “Rapporto sull’Economia Romagna Forlì-Cesena e Rimini 2025 e scenari” il quarto focus sintetico è dedicato al settore commercio. In provincia di Forlì-Cesena, al 31 dicembre 2025, operano 7.144 imprese attive del settore commercio che rappresentano il 20,3% del totale (20,5% in regione e 24,2% in Italia). La numerosità, rispetto al 2024, risulta ancora in diminuzione (-2,1%) anche se in maniera meno accentuata rispetto a quella regionale (-3,1%) e nazionale (-2,3%).

Le imprese operanti nel commercio al dettaglio rappresentano quasi la metà del settore (49,0%) e rispetto all’anno precedente diminuiscono del 2,0% (-3,8% in regione e -2,8% in Italia). Quelle attive nel commercio all’ingrosso (37,8% del totale commercio) registrano una diminuzione del 3,6% a fronte di un andamento simile in regione (-3,4%) e meno negativo a livello nazionale (-2,5%). In decisa controtendenza, invece, le imprese del commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli, che costituiscono il 13,2% del totale del settore provinciale: queste rilevano un aumento (+2,4%) migliore rispetto all’andamento regionale (+0,5%) e alla stazionarietà nazionale (+0,2%).

Scendendo nel dettaglio delle tipologie commerciali, il commercio specializzato (incidenza del 62,8% sul commercio al dettaglio e variazione del ‑3,3%) nel confronto con il 2024 registra una contrazione per la maggior parte delle tipologie. In ordine di importanza, si segnalano: i negozi di abbigliamento (‑4,1%), le tabaccherie (-7,8%), le ferramenta (-3,5%), le edicole (-7,4%), i negozi di mobili (-3,1%), quelli di prodotti tessili (-5,0%), quelli di frutta e verdura (-6,2%), le macellerie (-7,4%), i negozi di calzature (-2,7%) e i fiorai/negozi per animali (-5,5%). Aumentano solo le farmacie (+1,8%) e risultano stabili i distributori di carburante e le profumerie ed erboristerie.

Tra i negozi non specializzati, sono in aumento (+2,8%) quelli che commercializzano in prevalenza prodotti alimentari (supermercati), i quali rappresentano il 7,2% del Commercio al dettaglio, mentre diminuiscono (-12,2%) quelli non alimentari (grandi magazzini ed empori) che però hanno un’incidenza minore (2,1%). A chiudere il quadro, le imprese attive del Commercio al dettaglio ambulante (incidenza del 16,9%) registrano un calo del 6,6% (‑14,3% a livello regionale e ‑8,1% in Italia). Infine, diminuiscono del 10,8% le imprese che svolgono e-commerce (pari al 6,9% del dettaglio), con trend analoghi in regione (-12,8%) e in Italia (-12,4%).

Il commercio nel suo complesso impiega il 19,6% del totale degli addetti provinciali e le imprese attive locali assorbono il 12,0% degli addetti regionali del settore, a conferma di una dimensione media delle imprese superiore rispetto al resto della regione. Nel commercio al dettaglio provinciale si colloca il 52,4% degli addetti totali del commercio, all’ingrosso ne occupa il 36,9% e le imprese attive del commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli ne occupano il 10,7%.

Per ciò che riguarda la natura giuridica, il 63,0% è costituito da imprese individuali, il 18,8% da società di capitali e il 17,6% da società di persone; rispetto al 2024 si rileva la stabilità delle società di capitali (-0,1%), mentre risultano in flessione sia le imprese individuali (-1,8%) sia le società di persone (-4,8%). Il commercio al dettaglio in particolare è caratterizzato da una prevalenza di imprese individuali (69,5%) e da un’incidenza del 10,0% di società di capitali; il commercio all’ingrosso invece è costituito per il 59,7% da imprese individuali e per il 28,6% da società di capitali (alle quali corrisponde il 60,3% degli addetti di tale settore). In provincia vi sono poi 13 cooperative operanti nel commercio all’ingrosso con una media di 142 addetti.

L’analisi congiunturale, elaborata da Unioncamere Emilia-Romagna, rileva per il 2025 un andamento in flessione delle vendite del commercio al dettaglio nelle imprese in sede fissa con dipendenti: la variazione media degli ultimi 12 mesi registra infatti un calo dello 0,8% (-0,3% in regione). Scendendo nel dettaglio, la flessione colpisce sia il comparto alimentare (-0,9%) sia il non alimentare (-1,7%); a mitigare l’andamento generale sono unicamente ipermercati, supermercati e grandi magazzini (+1,9%). Una polarizzazione confermata anche dall’analisi dimensionale: a soffrire maggiormente sono i piccoli negozi fino a 5 addetti (-2,7%) e la media distribuzione (-0,8%), a fronte di una espansione (+1,2%) per le grandi strutture con oltre 20 dipendenti.

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