Ior e Cia-Conad al fianco della cardio-oncologia di Forlì

Donaziona cario oncologia

Un macchinario innovativo di alta tecnologia per la valutazione e il monitoraggio dei pazienti oncologici durante il loro percorso terapeutico e nel follow-up, in particolare nel corso di chemioterapia e radioterapia, nell’ottica della tutela di una salute cardiovascolare messa a dura prova da trattamenti complessi ma indispensabili. È quanto ha donato nella giornata di oggi, mercoledì 22 aprile, l’Istituto Oncologico Romagnolo al reparto di Cardiologia dell’Ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì, grazie alla fondamentale collaborazione e sostegno di CIA-Conad: un ecocardiografo di alta fascia del valore di circa 100.000 euro, destinato a far la differenza a favore del benessere delle persone che afferiscono all’Unità Operativa diretta dal prof. Carmine Pizzi.

Un dipartimento solo apparentemente lontano dalla mission della organizzazione non-profit fondata nel 1979: negli ultimi anni, infatti, la crescente sopravvivenza dei pazienti con tumore ha portato all’aumento significativo delle complicanze cardiovascolari legate a trattamenti somministrati per periodi sempre più prolungati. Tale contesto ha favorito la nascita e lo sviluppo della cardio-oncologia, disciplina trasversale che si occupa della prevenzione, diagnosi e trattamento delle patologie cardiovascolari indotte da tali terapie.

Dallo scompenso cardiaco, con la progressiva riduzione della capacità di pompa del cuore, alle aritmie; dalle alterazioni della pressione arteriosa agli eventi trombotici e tromboembolici, fino a forme di danno che coinvolgono le coronarie, il pericardio o le valvole cardiache, talvolta anche a distanza di tempo dal completamento delle cure. Le problematiche gestite nell’ambito della cardio-oncologia sono numerose e rappresentano condizioni che, se non riconosciute e affrontate con tempestività, possono compromettere la qualità della vita del paziente, rischiando di interferire inoltre con la prosecuzione e l’efficacia delle terapie oncologiche stesse, riducendone i benefici complessivi. Per questo si è reso necessario intervenire sulla dotazione tecnologica del reparto diretto dal prof. Carmine Pizzi, al fine di garantire una presa in carico efficace della persona con tumore.

«Desidero esprimere, a nome della Cardiologia di Forlì, il più sentito e sincero ringraziamento all’Istituto Oncologico Romagnolo per la straordinaria sensibilità e generosità dimostrate – ha spiegato nel corso della cerimonia di consegna del macchinario lo stesso Pizzi – si tratta di un gesto di grandissimo valore, non solo per l’importanza tecnologica dello strumento, ma soprattutto per il significato umano e clinico che esso porta con sé. Questa donazione rappresenta un investimento concreto nella qualità delle cure, nella sicurezza dei pazienti e nella capacità del nostro sistema sanitario di offrire una medicina sempre più precisa, moderna e vicina alle persone. Grazie a questa donazione, infatti, potremo garantire un controllo più accurato, tempestivo e qualificato della funzione cardiaca, contribuendo a una presa in carico sempre più integrata del paziente fragile. Significa poter individuare precocemente eventuali effetti collaterali cardiaci delle terapie oncologiche, intervenire con maggiore rapidità e accompagnare i pazienti lungo il loro percorso di cura con ancora più attenzione, competenza e serenità. Questo gesto testimonia in modo esemplare quanto la collaborazione tra il mondo del volontariato, il tessuto imprenditoriale e la sanità pubblica possa generare risultati concreti e di altissimo impatto per la comunità. Quando istituzioni, associazioni e realtà del territorio uniscono le forze, il beneficio ricade direttamente sulle persone, sui malati e sulle loro famiglie. Ed è proprio questo il senso più autentico della solidarietà: trasformare la generosità in opportunità di cura. Per questo, il nostro grazie allo IOR non è un semplice ringraziamento formale, ma un riconoscimento profondo per aver scelto di essere al fianco della Cardiologia di Forlì e, soprattutto, dei nostri pazienti. Avete compiuto un gesto che avrà un impatto reale, quotidiano e duraturo nella pratica clinica e nella vita di molte persone».

«A nome dell’azienda che oggi qui rappresento sono io a ringraziare voi, dal profondo del cuore – ha affermato Luca Panzavolta amministratore delegato CIA-Conad – nonostante il periodo di grandi difficoltà per la sanità pubblica voi operatori e professionisti riuscite comunque a mantenere un livello altissimo di cura, tra i più alti in Italia. Ho girato molti paesi nel mondo e ci tengo a ribadire che il nostro sistema universalistico, che non guarda al ceto e al conto in banca delle persone che soffrono, rappresenta una ricchezza assoluta, uno dei beni più preziosi che abbiamo: dunque, saremo sempre in prima fila per sostenerlo e preservarlo. D’altronde, la nostra è una cooperativa, con soci fortemente radicati sul territorio: quindi, non possiamo che essere particolarmente sensibili alle istanze del luogo in cui troviamo a vivere, in primis quelle legate al mondo della salute. È proprio per questo motivo che, già dagli anni ’80, abbiamo collaborato con lo IOR a vari progetti: progetti che spaziano dal sostegno dell’eccellenza di cura e di ricerca alla diffusione di una cultura della prevenzione e della diagnosi precoce. Come presidente dello stesso Istituto Oncologico Romagnolo ci tengo a dire che le nostre porte saranno sempre aperte per professionisti come il prof. Pizzi: abbiamo già nuovi investimenti in programma, come quelli relativi alla Medicina Nucleare di Cesena e alla Prevenzione Oncologica di Rimini. Altri ne faremo perché, non dimentichiamolo, parte del nostro motto è “insieme a chi cura”: una frase che non è semplicemente uno slogan ma diventa un impegno concreto, al fianco della nostra azienda sanitaria».

«La presa in carico del paziente oncologico è ormai di tipo multidisciplinare, coinvolgendo una serie di discipline e professionisti sempre più a 360° – ha concluso il direttore generale IOR, Fabrizio Miserocchi – questo ci permette, come IOR, di essere ancora più trasversali quando si tratta tener fede a una delle parti più importanti della nostra mission: intervenire al fianco del Sistema Sanitario, affinché il livello delle cure offerte sul territorio della Romagna risponda ai più alti standard garantendo comunque la sostenibilità dell’investimento in un periodo in cui, le risorse, sono purtroppo limitate. Sotto quest’ultimo aspetto risulta spesso fondamentale la capacità che contraddistingue lo IOR di coinvolgere e far sentire i cittadini protagonisti attivi, e non solo ricevitori passivi, dei servizi a beneficio della propria salute: ma quando al nostro fianco scendono in campo realtà imprenditoriali sensibili e storicamente vicine alla nostra causa, risulta ancora più facile rendere lo straordinario una realtà concreta. Per questo non posso che ringraziare CIA-Conad, e soprattutto il suo amministratore delegato, Luca Panzavolta, per l’investimento effettuato: la sua duplice funzione di presidente IOR, che svolge in modo fattivo, operativo e non puramente nominale, è la dimostrazione più lampante di quanto si senta coinvolto in prima persona nel mantenere la lotta contro il cancro in Romagna un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale e non solo».

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