“Vogliamo piena chiarezza sulla posizione del direttore generale dell’Ausl Romagna Tiziano Carradori e verificare se sia tenuto o meno a svolgere l’incarico in regime di gratuità, alla luce del contemporaneo trattamento pensionistico percepito”. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Luca Pestelli spiega così l’obiettivo del question time presentato e in discussione per domani, martedì 28 aprile.
“Chiediamo alla Giunta regionale — afferma Pestelli — se non ritenga necessario effettuare ulteriori approfondimenti, valutando anche la richiesta di un parere alla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti. Si tratta di un passaggio di prudenza istituzionale, utile a chiarire definitivamente la vicenda ed evitare il rischio di possibili responsabilità”.
Il consigliere di FdI richiama quanto riportato nei giorni scorsi da numerose testate giornalistiche, anche di rilievo nazionale. “In data 22 aprile — prosegue Pestelli — è stata diffusa la notizia secondo cui la Procura campana della Corte dei Conti avrebbe contestato un danno erariale complessivo superiore a 880.000 euro in relazione al collocamento in quiescenza di quattro Direttori Generali di Aziende ospedaliere, che avrebbero percepito contemporaneamente trattamento pensionistico e retribuzione dirigenziale nel prosieguo del mandato. Una vicenda che sembra ricalcare, o comunque presentare profili di forte analogia, con quella emersa a seguito di alcune interrogazioni da me depositate in passato sul rapporto contrattuale tra la Regione Emilia-Romagna e il direttore generale dell’Ausl Romagna, Tiziano Carradori”.
Pestelli ripercorre i fatti alla base del question time. “È di dominio pubblico — spiega — che Carradori, attuale direttore generale dell’Ausl Romagna, abbia presentato all’Inps domanda di collocamento in quiescenza. Il trattamento pensionistico gli è stato erogato con decorrenza 1 luglio 2025, come risulta da una comunicazione Inps disponibile e pubblicata sul sito dell’Ausl Romagna. Tale trattamento si aggiungerebbe allo stipendio relativo all’incarico di direttore generale. Queste circostanze sono state confermate in Commissione IV, in data 2 febbraio 2026, dall’assessore alle Politiche per la Salute Massimo Fabi, in risposta a una mia interrogazione alla Giunta”.
“Già in passato — aggiunge Pestelli — la Giunta ha sostenuto la legittimità della nomina, affermando di considerare corretta l’applicazione del regime contrattuale in essere e di non ritenere opportuno procedere ad ulteriori accertamenti. Tuttavia, quanto emerso in Campania impone una riflessione seria. Per questo riteniamo doveroso che la Regione valuti, almeno in via cautelativa, la richiesta di un parere alla magistratura contabile”.
Il consigliere regionale collega infine il tema alla delicata situazione economica dell’Ausl Romagna. “La questione del possibile cumulo tra compenso e trattamento pensionistico in capo al direttore generale — conclude Pestelli — va letta anche alla luce delle condizioni di bilancio dell’Ausl. Il bilancio di esercizio 2024 ha registrato un passivo superiore a 37 milioni di euro, il bilancio preventivo 2025 ha ipotizzato una perdita superiore a 200 milioni di euro e, contrariamente a quanto comunicato a mezzo stampa dalla stessa Ausl, tale scostamento risulterebbe essere previsto anche per l’annualità 2026, come emerge dalla delibera consultabile sull’albo pretorio dell’azienda sanitaria. Anche per questo, è indispensabile che la Regione faccia piena chiarezza: i cittadini romagnoli hanno diritto a trasparenza, rigore e responsabilità nella gestione della sanità pubblica”.