Prosegue l’attività di analisi dell’osservatorio economico della Camera di commercio della Romagna sull’andamento dei principali settori nelle due province. In questa sede il focus sintetico è dedicato ai servizi finanziari, settore caratterizzato da una dinamica annua positiva delle attività; continua, tuttavia, il ridimensionamento del comparto bancario, in termini di numero di sportelli e ammontare dei prestiti alle imprese.
I servizi finanziari in provincia di Forlì-Cesena
Sulla base dei dati derivanti dal Registro delle Imprese, al 31 dicembre 2025, in provincia di Forlì-Cesena si contano 878 sedi di impresa attive del settore finanziario e assicurativo (1.286 localizzazioni attive), che costituiscono il 2,5% delle imprese totali provinciali; nel confronto con il 31 dicembre 2024 si registra un aumento del 3,5% delle imprese attive (+2,6% le localizzazioni), inferiore alla variazione regionale (+5,3%) e nazionale (+5,6%). La maggior parte del settore (il 46,0%) è rappresentata dalla classe “Attività di agenti e mediatori di assicurazioni” (tendenzialmente stabili), seguita da “Attività di promotori e mediatori finanziari“ (29,5% del totale, +4,9%).
Per ciò che riguarda la natura giuridica, il 66,5% sono imprese individuali, il 24,7% società di capitali e l’8,1% società di persone; rispetto al 2024 si rileva una crescita delle imprese individuali (+1,7%) e, soprattutto, delle società di capitali (+11,3%), mentre decrescono le società di persone (-2,7%). Relativamente all’occupazione, gli addetti delle imprese attive dei servizi finanziari (incluso le assicurazioni) sono l’1,1% del totale e la dimensione media aziendale complessiva è pari a 2 addetti per impresa (5 in Emilia-Romagna, 4 in Italia); 4 addetti considerando le sole attività finanziarie.
I dati Banca d’Italia confermano il ridimensionamento degli sportelli bancari verificatosi in provincia; negli ultimi dieci anni, infatti, si è passati da 313 Sportelli del 2015 a 230 del 2020, per arrivare a 192 unità a fine 2025, con una variazione negativa nel medio e lungo periodo (rispettivamente, -16,5% sul 2020 e -38,7% sul 2015). In provincia di Forlì-Cesena, nel 2025, sono presenti 5 sportelli bancari ogni 10mila abitanti (5 sportelli anche in Emilia-Romagna, 3 in Italia).
In base ai dati provvisori della Banca d’Italia (Ufficio Ricerca Economica di Bologna), in provincia di Forlì-Cesena, al 31 dicembre 2025, i prestiti totali ammontano a 10,2 miliardi di euro (7,4% dell’Emilia-Romagna). Rispetto al 31 dicembre 2024 si rileva un lieve aumento dei prestiti bancari, pari a +0,4%; nel dettaglio, calano dell’1,6% i prestiti alle imprese (-0,6% alle medio-grandi, -5,5% alle piccole) e crescono del 3,3% quelli alle famiglie consumatrici.
Con riferimento al risparmio finanziario, al 31 dicembre 2025, in provincia, l’ammontare risulta di 23,9 miliardi di euro (il 7,4% dell’Emilia-Romagna): il 53,0% è costituito dai depositi bancari e il 47,0% dai titoli a custodia. Rispetto all’anno precedente si rileva un incremento dei depositi del 2,1% e del valore dei titoli a custodia, pari al 14,3%; riguardo a questi ultimi, risultano in crescita sia il valore degli investimenti in titoli gestiti dagli Organismi di investimento collettivo del risparmio (+11,6%) sia il valore degli investimenti in titoli di Stato italiani (+8,6%).
Le sofferenze bancarie (84 milioni di euro al 31/12/25) registrano una flessione annua del 20,0%, superiore a quella regionale (-2,7%) e nazionale (-10,7%); il tasso di rischio del credito (rapporto sofferenze/prestiti) è pari a 0,8% (0,9% in Emilia-Romagna e Italia), in diminuzione tendenziale (1,0% nel 2024). I dati 2025 del Fondo di Garanzia Mimit riportano 1.749 operazioni di finanziamento relative alle imprese di Forlì-Cesena (9,4% del totale regionale), con un aumento annuo del 9,7% (+12,4% in Emilia-Romagna, +8,3% in Italia); l’importo finanziato complessivo ammonta a 301 milioni di euro (-0,4% sul 2024), mentre l’importo finanziato medio (per singola operazione) è di 172.151 euro (187.433 euro in Emilia-Romagna, 184.607 euro in Italia). In generale, in provincia si rilevano 50 domande pervenute ogni 1.000 imprese attive, dato maggiore di quello regionale (48) e nazionale (49).