A Forlì torna Event-One con “Ogni uomo al suo lavoro”

Event-One

Torna a Forlì Event-One, la rassegna culturale e sociale che nasce dalla Compagnia delle Opere Romagna in rete con le “opere amiche”: il Centro Culturale don Francesco Ricci, l’Associazione La Mongolfiera, l’Associazione Famiglie per l’Accoglienza, la Cooperativa Tonino Setola (scuole La Nave), la Domus Coop, il Centro di Solidarietà, l’Associazione La Cometa, l’Associazione Umana Dimora, il Club Papillon e l’Associazione San Martino APS, con il patrocinio del Comune di Forlì.

La seconda edizione, in programma giovedì 14, venerdì 15 e sabato 16 maggio, ha per titolo “Ogni uomo al suo lavoro“, ripreso dai Cori da ‘La Rocca’ di T.S. Eliot. La rassegna si articolerà fra Piazzetta della Misura, Piazza San Carlo, i Giardini Orselli, l’androne del Salone Comunale e il Duomo di Forlì, con un programma di mostre, incontri pubblici, testimonianze, momenti conviviali, giochi per bambini e proposte gastronomiche. L’iniziativa si inserisce nel percorso dei Sentieri della bellezza verso Forlì-Cesena Capitale della Cultura 2028.

«Quest’anno la Compagnia delle Opere compie 40 anni, e abbiamo pensato di celebrarli con un evento aperto alla città» dichiara Paolo Rosetti, imprenditore e vicepresidente di CdO Romagna. «CdO è un’associazione che riunisce imprese, professionisti ed enti, profit e non profit, in un’amicizia operativa orientata al bene comune: oltre 10.000 associati in Italia, più di 200 nella nostra città. In quarant’anni abbiamo dimostrato che si può lavorare senza separare ideale e impresa, persona e responsabilità verso gli altri. La domanda da cui siamo partiti è una sola: cosa rende possibile lavorare in un modo che rende più entusiasmante la vita? Proveremo a rispondere con incontri, aperitivi sul lavoro, la mostra sul buon lavoro — che portiamo in piazza dopo averla presentata in Senato ed esposta al Meeting di Rimini — e poi spazi di incontro, giochi per bambini e gastronomia. Tengo a sottolineare il contributo decisivo del gruppo di giovani che ha lavorato all’organizzazione: non è vero che i giovani non desiderano cose grandi e non si mettono in gioco. Loro ne sono la dimostrazione più evidente».

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