A cent’anni dalla costruzione dell’attuale stazione ferroviaria di Forlì, che sarebbe poi entrata in funzione nell’ottobre del 1927, il dibattito politico locale degli ultimi giorni ha riguardato proprio il trasporto ferroviario. Per l’esattezza si parla di alta velocità, da cui dipenderanno notevoli possibilità di sviluppo territoriale per i decenni a venire.
«In base agli elementi finora a disposizione, Forlì ha oggettivamente in mano le carte migliori per candidarsi ad essere la stazione “Medio Romagna” della nuova rete di alta velocità. La conferma arriva anche dalla serie di meeting della Rete Nazionale dei Nodi Urbani, che si stanno svolgendo da un anno a questa parte. La Rete Nazionale dei Nodi Urbani è il sistema istituzionale coordinato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che raggruppa 50 snodi urbani italiani, individuati dal Regolamento UE 1679 del 13 giugno 2024 come punti strategici di interconnessione tra passeggeri e merci all’interno della rete transeuropea dei trasporti (porti, aeroporti, stazioni ferroviarie e terminali intermodali)» il commento del vicesindaco di Forlì Vincenzo Bongiorno.
«Dagli atti del primo meeting della Rete Nazionale dei Nodi Urbani, svoltosi il 27 maggio del 2025, si può rilevare che Forlì è uno dei 50 punti strategici individuati. Alcuni ricadono in più di un corridoio di trasporto. È il caso di Forlì, che assieme ad Ancona, Andria, Foggia e Rimini è nel corridoio Mar Baltico – Mare Adriatico e Corridoio Scandinavo – Mediterraneo. Dagli atti del primo meeting, emerge che nella Rete Nazionale dei Nodi Urbani, sono tre le città romagnole presenti: Forlì, Ravenna e Rimini. E allora, pensando alla stazione alta velocità “Medio Romagna”, torna ancora una volta in evidenza il punto di forza di Forlì nella sua posizione baricentrica rispetto all’intera area romagnola, come giustamente già rilevato dagli onorevoli Alice Buonguerrieri e Galeazzo Bignami, che è stato il primo ad avanzare la proposta di Forlì stazione dell’alta velocità, ai tempi in cui era viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti» precisa il vicesindaco.
«Forlì per la sua collocazione è decisamente candidata ad essere la soluzione migliore di servizio all’intero territorio romagnolo nelle sue varie peculiarità, da quella imprenditoriale e produttiva, fino a quella culturale e turistica. Nell’attesa di un confronto a livello romagnolo, dove con rammarico noto che quando emerge il nome di Forlì vi è chi puntualmente inserisce il “freno a mano”, nulla impedisce alle categorie economiche, associazioni e forze sindacali del territorio forlivese di incontrarsi e di avvalorare la candidatura di Forlì quale stazione “Medio Romagna” per l’alta velocità ferroviaria» conclude Bongiorno.