Il fanzinotecario Umiliacchi a “Di là dal fiume e tra gli alberi” su Rai5

Fumettoteca Umiliacchi Giovanni dalle Bande Nere

All’inizio dell’ultima settimana di maggio è stato proposto in prima visione su Rai5 il 12° episodio dell’ottava stagione per la trasmissione ‘Di là dal fiume e tra gli alberi’, condotta da Lucrezia Lo Bianco, dal titolo ‘Forlì, l’altra Romagna’, in replica nei giorni successivi. Uno spazio per presentare la territorialità romagnola dove molte realtà e persone vivono il loro ‘territorio’.

Per anni Forlì è rimasta lontana dai riflettori, sospesa tra discrezione e memoria. Poi le grandi mostre del San Domenico e le ferite di alluvioni e terremoti l’hanno riportata al centro dei riflettori. La giornalista Lo Bianco la attraversa tra storie, volti e memorie che raccontano l’anima più autentica. Proprio questo intreccio di memoria, resilienza e rinascita ha acceso una nuova curiosità verso la città e le sue storie. Da qui nasce il viaggio di Lo Bianco, che ha scelto di attraversare Forlì andando oltre le immagini più immediate e conosciute, per incontrare persone, racconti e vicende che restituiscono il volto più autentico del territorio.

Come, appunto, lo ‘spazio’ fanzinotecario, il terreno dell’esclusiva Fanzinoteca d’Italia 0.2, luogo che fa comprendere come la auto-edizione fanzinara sia l’ultimo baluardo della comunicazione spontanea e vera, unica ‘stampa libera’. Il programma cerca di far emergere il lato nascosto dei luoghi, la loro anima e quella degli abitanti, con uno sguardo ironico e disincantato, ma sempre rispettoso dell’identità e della cultura locale. Per informazioni 3393085390 (orario 10/18) fanzinoteca@fanzineitaliane.it.

La nota trasmissione condotta da Lucrezia Lo Bianco in questa puntata, dedicata all’altra Romagna, la nostra terra, fra le tante persone e realtà locali, lascia spazio anche all’esclusiva ed unica Fanzinoteca in Italia – precisa GianLuca Umiliacchi direttore ed esperto fanzinotecario – e alla sua attività di volontariato per la ricerca, salvaguardia e promozione, delle auto-edizioni fanzinare nazionali. Un format d’eccellenza che esplora le realtà culturali e antropologiche più autentiche del territorio, mostra come preservare la ‘stampa a misura d’uomo’ dall’oblio sociale, rendendo il materiale consultabile e studiabile come un vero fondo storico socio-culturale, non è un lavoro da poco. Per Lo Bianco e la troupe televisiva va il nostro sentito ringraziamento per l’impegno e per aver raccontato alla nazione cosa è e cosa fa l’attività fanzinotecaria. Il nostro centro di documentazione, che gestisce un patrimonio di oltre 13.000 documenti fanzinotecari, è un archivio sociale e antropologico unico nel suo genere. Senza alcun dubbio – chiarisce Umiliacchi – posso affermare ai media nazionali che la Fanzinoteca d’Italia 0.2 è un’istituzione scientifica, l’unica nel nostro Paese, e non una mero stanza di ricordi“.

Forlì è una di quelle città che, fino a non molto tempo fa, difficilmente finivano al centro dell’immaginario collettivo italiano. Non era una meta di passaggio, né una destinazione turistica tradizionale. Lontana dal mare e dai cliché della Riviera romagnola, sembrava custodire la propria identità in modo silenzioso e appartato. Un percorso tra storie dimenticate e memorie ancora vive, tra passato e presente, capace di raccontare una città complessa, discreta e sorprendente. In 55 minuti di programma documentaristico si racconta l’Italia attraverso itinerari poco battuti, dal Sud al Nord, svelando i profondi cambiamenti avvenuti in quasi un secolo nel nostro Paese.

Ogni episodio esplora territori noti e meno noti, passando per città, borghi, porti, laghi, isole e valli, seguendo arterie come strade consolari, rotte di traghetti, vie romee e sentieri particolari. Un programma di Marco Melega, Vittorio Rizzo e di Monica Ghezzi, Lucrezia Lo Bianco, Vincenzo Saccone, Giuseppe Sansonna, Claudia Seghetti a cura di Gemma Giorgini. L’attenzione della TV di Stato su questa realtà unica in Italia – che custodisce un raro patrimonio di auto-edizioni fanzinare riconosciuto anche dal Ministero della Cultura – è il risultato di un proficuo impegno e valida attività che da 16 anni la città forlivese, oltre a tutta la nazione, ha la possibilità di fruire gratuitamente. 

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