Ho condiviso sui social un post sulla più giovane delle costituenti, Teresa Mattei, perché la sua memoria rinvia anche a suo fratello Gianfranco, che non vide il 2 giugno: si suicidò a via Tasso nel febbraio del 1944, dopo essere stato orrendamente torturato.
Lei poi, figlia di un uomo del Partito d’azione ma entrata nei GAP ed eletta PCI, non molto tempo dopo chiuse i conti con lo stalinismo e si dedicò all’educazione dei fanciulli, trovando nella pedagogia la sua strada.
Vite spezzate, vite difficili, vite contrastate e segnate dalla guerra civile. La Repubblica è stata, per queste esistenze devastate, l’unico futuro desiderabile e possibile.
Roberto Balzani