“Zona di interesse” a Roma

Roberto Balzani

Grazie alla gentilezza dei frati minori della Delegazione di Terra Santa, a conclusione del festival “La Resistente” di via Tasso a Roma, oggi è stato possibile visitare il casino Giustiniani, poi Massimo, perla rurale secentesca incastonato in un quartiere umbertino. I Giustiniani, con un pastiche tipico del tempo, avevano composto, con frammenti classici, un immaginario colosso di Giustiniano, capostipite simbolico, ancora visibile in giardino.

I Massimo, che avevano rilevato la villa ai primi dell’800, avevano incaricato i pittori nazareni (di origine tedesca e nordica) di affrescare il pianterreno con scene tratte dalla Divina Commedia, dall’Orlando Furioso e dalla Gerusalemme Liberata. In quelle sale “infernali” furono allestiti la mensa e lo svago degli ufficiali delle SS che nel 1943-44 gestirono l’adiacente microcosmo concentrazionario e criminale di via Tasso, che incombe ancora sull’esclusivo “paradiso” aristocratico.

Un muro antico rivela la contiguità dei due spazi, come nel ’43. La sensazione è quella suscitata dal film “Zona di interesse”. Solo che a Roma l’effetto è ancora più spiazzante, perché la bellezza del sito è mozzafiato. Certo, pensare che Kappler e Priebke e Schutz abbiano brindato sotto lo sguardo terribile di Minosse e degli altri incubi danteschi, rende la visita unica e inquietante.

Roberto Balzani

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