In seguito alle notizie pubblicate nei giorni scorsi sulla stampa e sui siti locali, il Comitato per la Lotta contro la Fame nel Mondo di Forlì sottolinea che la scelta di ritirare i nostri cassonetti distribuiti in varie zone della città, nelle frazioni e nei paesi vicini non è stata fatta per motivi di redditività ma per una quantità di materiale che non viene più riassorbito, con tutte le difficoltà logistiche, di stoccaggio e smaltimento che ne conseguono. La soluzione di conferimento nella sede del Comitato consente per ora di non sospendere l’attività, ma di averla più sotto controllo fino al perdurare di questa situazione di crisi.
Il Comitato ricorda che è sempre possibile consegnare gli indumenti ancora in buono stato presso la propria sede in largo Annalena Tonelli 1 (ex via Lunga 45) negli orari di apertura (lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9,00 alle 12,00 dalle ore 15,30 alle 18,30) o inserendo i sacchi trasparenti e ben chiusi negli appositi cassonetti posti fuori dal cancello della sede. La tipologia di confezione aiuta a snellire l’inevitabile verifica dello stato qualitativo ed una prima selezione e suddivisione di quanto viene conferito. Il Comitato ricorda che per “indumenti in buono stato” si intende integrità funzionale e pulizia in quanto vengono avviati alla pratica del riuso, attraverso diversi canali: il mercatino, stock specifici secondo la tipologia di emergenza da affrontare, invio presso aziende specializzate nella trasformazione dei panni non destinati al riuso.
Purtroppo, il settore dello smaltimento degli indumenti non più riutilizzabili in Italia e nel mondo è in grande crisi da anni e non assorbe più merce a cominciare proprio dai paesi che ospitano enormi discariche (Cile, Ghana, Kenia, Angola, Benin). Quindi anche in Europa, oggi si risente del problema. Le statistiche disponibili evidenziano che l’effetto fast-fashion nell’Unione genera 5Ml di tonnellate/anno di vestiti che vengono buttati (vale a dire più di 12kg a testa).
Con le offerte ricevute negli spazi del mercatino, il Comitato contribuisce a supportare molti progetti nelle zone più povere di tutto il mondo. Un altro canale di riuso degli indumenti è la donazione diretta alle persone e alle famiglie in difficoltà nel nostro territorio e in tutte le situazioni di emergenze umanitarie come guerre o embarghi (Cuba, Libano, Ucraina) e in occasione delle calamità naturali come in occasione delle alluvioni del maggio 2023. I proventi dei panni non avviati al riuso e inviati alle ditte specializzate per lo smaltimento hanno contribuito a sostenere negli anni l’Emporio della Solidarietà, fondato anche dal Comitato fin dal 2013 e sempre al fianco delle famiglie in difficoltà del nostro territorio.