Avis Forlì, 90 anni al servizio della comunità nel segno del dono

Avis incontra delegazione ucraina

In occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, che si celebra oggi 14 giugno su iniziativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Avis rinnova il proprio appello alla solidarietà e alla partecipazione civica, ricordando l’importanza della donazione volontaria, periodica, gratuita e responsabile di sangue e plasma.

Una ricorrenza che rappresenta non solo un momento di sensibilizzazione, ma anche un’occasione per ringraziare i donatori che, con il loro gesto, contribuiscono ogni giorno a salvare vite e a garantire la disponibilità di sangue ed emoderivati per il sistema sanitario.

Per il 2026 la campagna internazionale promossa dall’OMS si sviluppa attorno all’iniziativa “Drop Your Drop” e allo slogan “One Drop of Humanity. Give Blood. Save Lives” (“Una goccia di umanità. Dona il sangue. Salva vite”). Un messaggio che richiama il valore profondamente umano della donazione, sottolineando come dietro ogni sacca di sangue vi siano solidarietà, attenzione verso gli altri e senso di responsabilità collettiva. Donare non è soltanto un gesto sanitario, ma una concreta espressione di cittadinanza attiva.

Anche sul territorio romagnolo la Giornata Mondiale del Donatore si traduce in iniziative capaci di raggiungere le persone nella loro quotidianità. Per il terzo anno consecutivo, le Avis di Forlì, Cesena, Rimini e Ravenna promuovono infatti la campagna dei “sacchetti del pane”. Nei panifici e nelle rivendite aderenti, il pane viene distribuito in confezioni personalizzate con messaggi dedicati alla donazione di sangue e plasma. Un modo semplice ma efficace per portare il tema del dono nelle case dei cittadini, grazie anche alla collaborazione di Confartigianato, Cna e Confesercenti delle diverse province romagnole.

Il 2026 assume inoltre un significato particolare per Avis Comunale Forlì, che celebra il novantesimo anniversario della propria fondazione. Novant’anni di attività che raccontano una storia di impegno costante, volontariato e vicinanza alla comunità, contribuendo in modo determinante alla crescita civile e sanitaria del territorio.

L’importante traguardo si inserisce nel progetto culturale “Forlì città della cura”, nato con l’obiettivo di valorizzare la lunga tradizione cittadina dell’assistenza e della solidarietà. Un percorso che ripercorre la storia locale dalle confraternite medievali alle moderne forme di volontariato, mettendo in evidenza come la cultura della cura abbia rappresentato, nei secoli, uno degli elementi distintivi dell’identità forlivese.

Tra gli appuntamenti più significativi delle celebrazioni figura la presentazione del volume “La Città della cura – Carità, beneficenza e volontariato nella storia della sanità forlivese a 90 anni dalla nascita di Avis”, in programma sabato 13 giugno alle ore 10,00 nella Sala Campostrino. Il libro, realizzato da Gabriele Zelli e Marco Viroli, ripercorre circa otto secoli di storia del territorio, evidenziando il ruolo svolto da istituzioni, associazioni e cittadini nella costruzione di una rete di assistenza e sostegno che continua ancora oggi. Un’opera che inserisce la vicenda di AVIS all’interno di una tradizione più ampia, fondata sul principio che la cura della persona rappresenti un valore in sé, capace di produrre benefici per l’intera comunità.

Accanto ai festeggiamenti per il novantesimo anniversario, Avis Forlì celebra anche i 35 anni di gemellaggio con Avis Corato. Un rapporto consolidato nel tempo attraverso incontri, scambi di esperienze e iniziative condivise, che testimonia la capacità del volontariato di creare legami duraturi oltre i confini geografici. In occasione della presentazione del libro sarà presente a Forlì una delegazione dell’associazione pugliese, contribuendo a rendere ancora più significativo un momento che unisce memoria, amicizia e valori comuni.

La Giornata Mondiale del Donatore 2026 diventa così per Avis Forlì molto più di una ricorrenza: è l’occasione per promuovere la cultura del dono, celebrare una storia lunga novant’anni e guardare al futuro con rinnovata fiducia, nella consapevolezza che la solidarietà continua a rappresentare una delle risorse più preziose per la crescita della comunità.

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