Il Comitato di Quartiere n. 4 torna a sollevare il tema degli impianti di accumulo energetico BESS (Battery
Energy Storage System) previsti nel territorio, criticando modalità e tempi con cui la cittadinanza è stata informata dei progetti. Secondo il Comitato, già durante l’assemblea pubblica del 5 maggio scorso i residenti avevano chiesto all’Amministrazione comunale aggiornamenti sul progetto presentato da Sphera Nordea in via Oraziana, sollecitando un incontro tecnico dedicato alle compensazioni ambientali, alle opere di mitigazione e alle eventuali modifiche urbanistiche connesse all’intervento. Richieste che, sostiene il Comitato, non avrebbero ricevuto risposta.
La vicenda si inserisce in un percorso iniziato già nel gennaio 2025, quando il Comitato organizzò un’assemblea pubblica dopo la diffusione della notizia relativa alla delibera approvata dal Consiglio comunale il 19 dicembre 2024 sul primo impianto Bess. In quell’occasione emerse, secondo il Comitato, una diffusa mancanza di conoscenza da parte dei residenti rispetto a un progetto destinato a modificare in modo permanente una parte del territorio.
A riaccendere il dibattito è ora l’emersione di un secondo progetto. La società RNE19 con sede a Milano, ha infatti presentato il 20 novembre 2025 ad Arpae Forlì-Cesena un’istanza per la realizzazione di un sistema di accumulo energetico da 100 MW su circa 3,5 ettari di terreno agricolo tra via Brugnola e via Cavedalone, nelle campagne comprese tra Malmissole e Poggio.
Se entrambi gli impianti dovessero essere realizzati, il Quartiere 4 ospiterebbe entro il 2028 due sistemi Bess da 100 MW ciascuno, per una superficie complessiva di circa 7 ettari di terreno agricolo convertita a uso energetico-industriale.
Il Comitato precisa di non essere contrario allo sviluppo delle energie rinnovabili e delle infrastrutture necessarie alla transizione energetica, ma chiede che tali interventi siano accompagnati da un percorso di informazione e partecipazione adeguato.
Tra le principali preoccupazioni espresse dai residenti figurano il rischio idraulico dell’area interessata, già oggetto di osservazioni durante il percorso di aggiornamento del Piano di Assetto Idrogeologico del Po; l’impatto acustico derivante dai sistemi di raffreddamento degli impianti; gli aspetti legati alla sicurezza e alla gestione di eventuali emergenze; la trasformazione permanente del paesaggio agricolo e il consumo di suolo; infine gli effetti cumulativi derivanti dalla presenza di due impianti nella stessa area, già attraversata da infrastrutture viarie e interessata da altre fonti di pressione ambientale.
Particolarmente critico il giudizio espresso sul rapporto con le istituzioni. Il Comitato sostiene di aver individuato già a maggio alcuni riferimenti al secondo progetto attraverso una pubblicazione del Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna, trasmettendo tempestivamente le informazioni agli uffici comunali. Tuttavia, secondo i rappresentanti del Quartiere, la finestra prevista per la presentazione delle osservazioni sarebbe scaduta prima che la notizia ottenesse adeguata visibilità pubblica.
Da qui la contestazione politica rivolta all’Amministrazione. «Informare la cittadinanza solo dopo le decisioni, e soltanto sotto pressione, non è compatibile con i principi di partecipazione e trasparenza», sostiene il Comitato, che richiama il regolamento comunale sul ruolo dei Comitati di Quartiere e sul rapporto di collaborazione previsto con l’ente locale.
Il Comitato rivendica inoltre la proposta di destinare al territorio direttamente interessato le eventuali compensazioni ambientali derivanti dagli interventi, affermando che tale richiesta sarebbe partita dai residenti durante l’assemblea del 30 gennaio 2025.
Nelle conclusioni del documento vengono formulate richieste rivolte all’Amministrazione comunale, ad Arpae Forlì-Cesena, alla Regione Emilia-Romagna, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e alle società proponenti. In particolare si chiede l’organizzazione di incontri pubblici con i cittadini e un confronto tecnico dedicato alle compensazioni territoriali, alle mitigazioni ambientali e agli aspetti urbanistici connessi ai due progetti.
Il Comitato conclude infine esprimendo rammarico per non aver approfondito prima alcuni elementi emersi durante le proprie attività di monitoraggio, evidenziando però le difficoltà incontrate nel reperire informazioni sui portali istituzionali relativi al procedimento.