Consegnate 1.000 firme per l’ex Eridania: scontro in Comune tra sindaco e ambientalisti

Ex Eridania foto di Miki Spigarolo

La battaglia per la salvaguardia del bosco dell’ex Eridania si sposta dai banchi del Tribunale Amministrativo Regionale alle stanze del Comune di Forlì, accendendo un duro scontro politico e istituzionale. Una delegazione di cittadini, residenti del quartiere San Benedetto e rappresentanti del Tavolo delle Associazioni Ambientaliste (TAAF) si è presentata in municipio per consegnare ufficialmente 1.064 firme. Una mobilitazione massiccia, raccolta in appena otto giorni dall’impegno di Wwf e Animal Liberation, volta a chiedere l’immediata e definitiva tutela di un’area verde che da anni ospita una garzaia di straordinario valore naturalistico.

L’incontro, avvenuto lo scorso 9 giugno, ha però vissuto momenti di forte tensione. Se da un lato l’assessore all’Ambiente Giuseppe Petetta ha accolto la delegazione dimostrando apertura e piena condivisione sul valore ecosistemico del sito e sull’importanza della biodiversità urbana, dall’altro la figura del sindaco Gian Luca Zattini è finita al centro delle polemiche. Il primo cittadino ha infatti delegato l’intero colloquio all’assessore, evitando inizialmente persino un saluto di cortesia alla delegazione.

Davanti alle insistenti richieste dei cittadini, determinati a interloquire direttamente con la massima autorità cittadina, l’assessore Petetta ha accompagnato il gruppo davanti all’ufficio del sindaco. L’incontro fugace avvenuto nel corridoio, tuttavia, non ha ricucito lo strappo: secondo quanto riferito dai presenti, Zattini avrebbe negato di aver mai ricevuto una formale richiesta di incontro, mostrando una netta chiusura e una sostanziale insensibilità nei confronti delle oltre mille firme raccolte, senza dare spazio all’ascolto o al confronto.

Una rigidità, quella dell’Amministrazione, che per le sigle ambientaliste — tra cui spiccano Wwf, Animal Liberation e Lega Abolizione Caccia — rappresenta una costante. Le associazioni hanno ricordato come siano state costrette a ricorrere alle vie legali proprio a causa di questo sistematico atteggiamento di chiusura. Una scelta che ha dato i suoi frutti: il recente ricorso al TAR ha infatti costretto il Comune di Forlì a fare marcia indietro e a fermare il cantiere preparatorio per la costruzione della nuova Questura, ravvisando oggettivi profili di illegalità nelle procedure avviate.

L’area dell’ex Eridania possiede una particolare biodiversità avi-faunistica, caratterizzata dalla presenza stabile di aironi e numerose altre specie di uccelli. Ma il valore del sito si estende ben oltre l’aspetto faunistico: il bosco funge da vero e proprio polmone verde per il tessuto urbano, operando come sistema di contenimento e drenaggio delle acque piovane, mitigando le temperature estive e assorbendo anidride carbonica e particolato fine. Gli esperti e la letteratura scientifica sul tema sono chiari: la rimozione degli alberi in contesti urbani già sotto pressione comporta un aumento delle patologie e una riduzione della speranza di vita, poiché viene meno l’azione di filtraggio degli inquinanti e la produzione di biomolecole naturali dalle proprietà ansiolitiche e antitumorali. In sostanza, denunciano i firmatari, è in gioco il benessere e la salute pubblica dei forlivesi.

Il TAAF e i residenti ribadiscono che la loro non è una protesta ideologica o un’opposizione a prescindere, bensì un approccio costruttivo e propositivo. Dal 2003, infatti, agli atti del Comune esiste già un progetto approvato — con relativo terreno pronto — per la costruzione della nuova Questura nei pressi della stazione ferroviaria, tra via Manzoni e viale della Libertà. Una collocazione che gli ambientalisti definiscono «certamente più idonea e strategica» per una struttura di tale importanza, che eviterebbe di distruggere un ecosistema unico ricostituitosi spontaneamente a ridosso del centro storico.

La palla passa ora nuovamente alla giunta. Attraverso un appello pubblico, i firmatari chiedono al sindaco Zattini di fare gli interessi della comunità, rinunciando definitivamente al progetto della Questura nell’area dell’ex Eridania e bloccando qualsiasi piano futuro di abbattimento o allontanamento delle specie protette nella fascia compresa tra via Monte San Michele e via Gorizia. La proposta sul tavolo è quella di un confronto pubblico trasparente, aperto a istituzioni, media e cittadinanza: «L’ambiente non aspetta — concludono le associazioni — e agire ora significa investire sul futuro di Forlì».

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