Maglietta “L’Italia agli italiani”, la critica in Consiglio di Scirri: «Messaggio politico escludente»

Diana Scirri Alleanza Verdi e Sinistra

Nessuna richiesta di divieti o regolamenti sul vestiario nel Consiglio comunale di Forlì, ma una netta presa di posizione politica sul significato dei messaggi esibiti in aula. È questa la posizione espressa dalla consigliera comunale di Alleanza Verdi e Sinistra Diana Scirri, intervenuta nel dibattito nato attorno all’utilizzo di magliette con slogan politici durante le sedute.

«Indosso spesso magliette con scritte politiche, antifasciste, ecologiste, femministe o legate ai diritti», ha spiegato la consigliera di AVS sottolineando di non avere alcuna intenzione di chiedere forme di censura nei confronti di altri consiglieri. «La politica è fatta anche di simboli, parole, corpi e messaggi. Non credo in un’aula sterilizzata, finta neutrale, dove il conflitto politico viene nascosto sotto il tappeto».

Da qui la riflessione sullo slogan “L’Italia agli italiani”, comparso recentemente in Consiglio comunale. Secondo la consigliera, non si tratta semplicemente di una manifestazione di amore per il proprio Paese, ma di un messaggio politico che porta con sé «un’idea escludente della cittadinanza, dell’appartenenza e della comunità».

«Non chiedo che quella maglietta con la scritta «L’Italia agli italiani» venga vietata – ha precisato Scirri -. Chiedo che venga guardata per quello che è: un messaggio politico preciso, che va criticato sul piano politico». Nel suo intervento, la consigliera ha rivendicato la legittimità di tutte le espressioni politiche presenti nell’aula consiliare, pur evidenziando le profonde differenze tra i contenuti veicolati.

«Le mie magliette parlano di antifascismo, giustizia climatica e diritti; altre parlano di confini, esclusione e identità chiuse. Non sono tutte uguali, ma sono tutte legittime». Al centro della presa di posizione vi è il tema del confronto democratico.

«La democrazia non si difende rendendo tutti silenziosi. Si difende avendo il coraggio di dire da che parte si sta», ha affermato. Infine, la consigliera ha ribadito la propria visione della città: «Sto dalla parte di una Forlì aperta, antifascista, solidale ed ecologista. Una città in cui nessuna persona debba sentirsi ospite indesiderata, cittadina di serie B o bersaglio di propaganda identitaria» conclude Diana Scirri.

Parole che si inseriscono nel dibattito politico cittadino sul significato dei simboli e degli slogan utilizzati nelle istituzioni e sul confine tra libertà di espressione e confronto politico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *