Aeroporti minori in Romagna: la denuncia degli ambientalisti tra buchi di bilancio e norme violate

Aeroporto Ridolfi

Le recenti dichiarazioni di Carlo Battistini, presidente della Camera di Commercio della Romagna, hanno sollevato un polverone politico e scatenato una vera e propria levata di scudi campanilistica. «Dietro i campanilismi e le difese d’ufficio della politica locale, tuttavia, si nasconde una realtà fatta di dati e normative non rispettate che pesano sulla salute dei cittadini e sulla trasparenza dei conti pubblici» accusano gli ambientalisti.

A rimettere i piedi a terra sono il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì (TAAF) e il Comitato Sorvolati, che hanno analizzato da vicino lo stato di salute degli scali minori della regione Emilia-Romagna (Forlì, Parma e Rimini) portando a galla, sempre secondo gli ambientalisti, criticità strutturali inquietanti.

La premessa, secondo le associazioni, è che nessuno dei tre scali minori della regione rispetti pienamente il Codice della Navigazione e le direttive europee nate per tutelare la salute, l’ambiente e la sicurezza pubblica. Manca ovunque una zonizzazione acustica ufficiale, uno strumento fondamentale senza il quale è impossibile attivare le necessarie misure di mitigazione del rumore per chi vive nei pressi delle piste. Non solo: in nessuno di questi aeroporti risulta attualmente attivo e operativo un Piano di Emergenza Esterno, il protocollo indispensabile per gestire in modo tempestivo ed efficiente un eventuale incidente aereo.

«Tuttavia, se mal comune potrebbe sembrare mezzo gaudio, scavando nei dettagli emerge che non tutti gli scali affrontano la tempesta con gli stessi strumenti. Il divario più netto e imbarazzante si registra nel derby romagnolo tra il “Fellini” di Rimini e il “Ridolfi” di Forlì» continuano.

«Lo scalo riminese, pur con i suoi limiti, si muove in un perimetro di legalità amministrativa: ha un Master Plan approvato dall’Enac, ha superato la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) del Ministero dell’Ambiente, possiede la validazione della conformità urbanistica e ha adottato le mappe di vincolo necessarie per la sicurezza dei voli. Al contrario, il Ridolfi di Forlì naviga al buio. A Forlì non è operativa nessuna delle leggi a tutela della salute e dell’ambiente, e il verbale della commissione aeroportuale del giugno 2025 ha messo nero su bianco una situazione pesantissima: oltre alla mancanza di zonizzazione acustica e piano di emergenza, il piano di sviluppo inviato a Enac nel 2023 è fermo al palo, non avendo mai iniziato l’iter di approvazione. Niente VIA, niente conformità urbanistica e mappe di vincolo sbandierate da tempo ma mai realizzate».

A fronte di questo scenario, i nodi politici ed economici si intrecciano. Gli ambientalisti puntano il dito contro la Regione Emilia-Romagna, rea di aver eliminato la council tax – utilizzando di fatto soldi pubblici – senza pretendere in cambio dalle società di gestione l’applicazione delle direttive europee e delle leggi nazionali che, per gerarchia, dovrebbero essere preminenti su qualsiasi decisione locale.

Ma le zone d’ombra si allungano anche sui bilanci e sul ruolo di vigilanza della Camera di Commercio. «Se Rimini ha presentato regolarmente il bilancio d’esercizio 2025 chiudendo in positivo per quasi 139.000 euro, la Forlì Aeroport (F.A.) non deposita un bilancio dal 2023, anno in cui aveva registrato un rosso profondo di oltre 12 milioni di euro. Davanti a questa grave irregolarità, il silenzio della Camera di Commercio appare assordante. La società di gestione forlivese smentisce le voci su un debito accumulato di circa 24 milioni di euro, ma la domanda sorge spontanea: se i conti sono in ordine, perché non presentare i bilanci da tre anni?» si domandano gli ambientalisti.

A completare un quadro già fragile ci pensano i dati sul traffico passeggeri del 2025. L’obiettivo ambizioso dichiarato da Forlì Aeroport di raggiungere il milione di passeggeri si scontra con una dura realtà in contrazione: nel 2025 lo scalo si è fermato a circa 130.800 passeggeri, segnando un trend negativo rispetto all’anno precedente. Tutt’altra musica a Rimini, dove il Fellini ha superato i 409.700 passeggeri, consolidando la propria crescita.

La conclusione del TAAF e del Comitato Sorvolati è netta e priva di sconti: è inaccettabile che i soldi dei contribuenti vengano elargiti a pioggia a infrastrutture che non garantiscono le condizioni minime di legalità, sicurezza, trasparenza contabile e tutela della salute dei cittadini che si trovano a subire, ogni giorno, il passaggio degli aerei sopra le proprie teste.

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