Un viaggio tra storia, memoria e passione per il motorsport. Venerdì 19 giugno alle ore 21,00 la Chiesa dei Servi di Forlimpopoli ospiterà la presentazione ufficiale del libro “Bruno Giacomelli – Continuavano a chiamarmi Jack O’Malley”, scritto dal giornalista e storico dell’automobilismo Mario Donnini. Un appuntamento che promette di riportare il pubblico in una delle epoche più affascinanti della Formula 1 attraverso il racconto di uno dei suoi protagonisti più amati.
Ospite della serata sarà infatti Bruno Giacomelli, che ripercorrerà in prima persona i momenti più significativi della sua carriera, condividendo aneddoti, emozioni e retroscena vissuti nel mondo delle corse. Un’occasione rara per incontrare da vicino una figura che ha lasciato un segno profondo nell’automobilismo internazionale e per dialogare con uno dei più autorevoli narratori del motorsport italiano. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Forlimpopoli e a ingresso libero fino a esaurimento posti, è organizzata dallo Scuderia Ferrari Club Forlimpopoli.
«Siamo felici di ospitare nuovamente Mario Donnini – spiega il presidente del Club, Filippo Ambrosini –. Oltre a essere un giornalista e scrittore di grande valore, è un autentico esploratore del mondo delle due e quattro ruote. Questa volta arriverà a Forlimpopoli insieme a Bruno Giacomelli, protagonista di una storia sportiva straordinaria. Per noi è un grande onore accoglierlo e ascoltare i suoi ricordi, maturati accanto ai piloti che hanno scritto alcune delle pagine più importanti della Formula 1».
La serata avrà anche un forte valore divulgativo e culturale. L’obiettivo è infatti quello di avvicinare le nuove generazioni alla storia del motorsport, offrendo una prospettiva diversa rispetto all’automobilismo contemporaneo. «Ci auguriamo che partecipino soprattutto tanti giovani – continua Ambrosini –. La Formula 1 è cambiata profondamente nel corso degli anni, ma conoscere le proprie radici e le vicende di personaggi come Giacomelli permette di comprendere meglio l’evoluzione di questo sport. Erano anni molto diversi da quelli attuali: meno sicuri, certamente, ma caratterizzati da un rapporto più diretto tra talento del pilota e prestazioni della vettura».
L’appuntamento si inserisce nel percorso culturale che lo Scuderia Ferrari Club (nella foto) porta avanti da tempo sul territorio. «Non sarà una serata riservata agli appassionati più esperti – sottolinea Ambrosini – ma un incontro capace di coinvolgere chiunque ami le storie di uomini, sfide e passione. Vogliamo raccontare il legame tra la grande storia delle corse e il presente della Formula 1».
Non solo sport, dunque, ma anche uno spaccato dell’Italia e di un periodo storico che ha contribuito a costruire il mito dei piloti. «Parleremo di un’epoca in cui chi correva veniva percepito come una figura eroica. È anche grazie a questo immaginario che alcuni campioni sono diventati leggende, e Bruno Giacomelli è stato senza dubbio uno dei protagonisti di quella stagione irripetibile».
Ambrosini ha inoltre voluto ringraziare le realtà che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento: «L’Amministrazione comunale per la costante disponibilità, il vicesindaco Enrico Monti, Mirko Campri, consigliere del Club e supporto fondamentale per le nostre attività, Stefano Nada della Giorgio Nada Editore e Casa Artusi, che continua a sostenerci con entusiasmo. Una collaborazione che dimostra la volontà condivisa di valorizzare la vita culturale della città».
Classe 1952, originario di Roncadelle, Bruno Giacomelli è considerato una delle figure simbolo della Formula 1 tra gli anni Settanta e Ottanta. In carriera ha disputato 69 Gran Premi conquistando un podio a Las Vegas nel 1981 e legando il proprio nome soprattutto all’esperienza con Alfa Romeo.
Tra le sue imprese più celebri resta la straordinaria pole position ottenuta a Watkins Glen nel 1980. In quella gara Giacomelli dominò a lungo il Gran Premio degli Stati Uniti dell’Est, prima di essere costretto al ritiro per un problema tecnico quando sembrava ormai avviato verso una storica vittoria.
Il titolo della sua autobiografia richiama il soprannome “Jack O’Malley”, con cui venne affettuosamente ribattezzato dagli inglesi durante gli anni trascorsi oltremanica. Trasferitosi in Inghilterra a metà degli anni Settanta, Giacomelli divenne infatti il pilota di riferimento della March di Robin Herd, arrivando a dominare il Campionato Europeo di Formula 2 nel 1978.
La sua carriera lo ha visto protagonista in alcune delle competizioni più prestigiose del mondo: dalla Formula 1 all’IndyCar, dal Mondiale Sport Prototipi alla 500 Miglia di Indianapolis, fino alla leggendaria 24 Ore di Le Mans. Un percorso che venerdì sera rivivrà attraverso la voce di chi lo ha vissuto in prima persona, regalando agli appassionati un autentico tuffo nella storia dell’automobilismo.