Servizi sociali. Ancarani e Valbonesi: «Novità importante anche per la Zangheri»

Ancarani Valbonesi Partito democratico

Più flessibilità nei percorsi di riordino del sistema dei servizi sociali e socio-sanitari dell’Emilia-Romagna e una risposta concreta alle esigenze specifiche dei territori. È quanto prevede il progetto di legge REFIT presentato dalla Giunta regionale, che introduce una modifica sostanziale ad un articolo della legge regionale del 2013.

Il provvedimento amplia i margini di intervento nelle operazioni di riordino delle Aziende pubbliche di servizi alla persona (ASP), superando un vincolo procedurale che rischiava di limitare soluzioni su misura per le diverse realtà locali, aprendo così alla possibilità di completare il percorso di trasformazione delle ex IPAB.

A esprimere forte soddisfazione sono i consiglieri regionali Valentina Ancarani e Daniele Valbonesi, che sottolineano l’importanza di una soluzione attesa da tempo: «Si tratta di un intervento normativo di portata regionale, che restituisce ai territori strumenti più adeguati per gestire percorsi di riordino delle proprie realtà socio-assistenziali. Su questo ci siamo spesi nel confronto con la Giunta regionale, con gli Assessori Conti e Baruffi e con la Sottosegretaria Rontini, contribuendo a costruire una soluzione che potesse rispondere a esigenze emerse in più contesti del territorio regionale».

La novità normativa avrà un impatto diretto e positivo anche sul tessuto assistenziale forlivese. Tra le realtà che potranno beneficiare di questa nuova cornice di flessibilità c’è infatti la Casa di Riposo “Pietro Zangheri” di Forlì, un’istituzione storica e un punto di riferimento fondamentale per la cura degli anziani e delle persone più fragili della comunità.

«La possibilità di entrare nel sistema delle ASP senza rinunciare alla propria autonomia costituisce, anche in questo caso, una soluzione equilibrata, che tutela una realtà storica e ne rafforza le prospettive future», spiegano Ancarani e Valbonesi, evidenziando come il nuovo impianto normativo riesca a coniugare l’integrazione nel sistema pubblico con la salvaguardia delle identità locali.

La riforma, valorizzando il ruolo delle ASP nella programmazione dei servizi sociali e assistenziali, punta tutto sul pluralismo e sulla capacità di adattamento alle singole comunità. «La modifica introdotta dalla Giunta risponde a un’esigenza di sistema – concludono i due consiglieri regionali -. È in questa direzione che continueremo a lavorare, perché un servizio sociale e assistenziale di qualità si costruisce ascoltando i territori e dando loro gli strumenti per rispondere ai bisogni reali».

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