Parco Foreste Casentinesi, Mazzoli smentisce: «Nessuna nuova diga, basta allarmismi infondati»

Tracimazione diga di Ridracoli

Nessuna nuova diga sorgerà all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. A spegnere con decisione le polemiche dei giorni scorsi è la presidente facente funzione dell’Ente, Claudia Mazzoli, intervenuta per fare chiarezza sulla bozza del nuovo Regolamento del Parco, attualmente al centro di un ciclo di incontri pubblici con cittadini, istituzioni e associazioni.

Negli ultimi giorni si erano infatti diffuse voci allarmistiche riguardo a presunte ipotesi di grandi derivazioni o nuovi sbarramenti artificiali nel Bidente di Pietrapazza. Accuse che la presidenza ha definito totalmente prive di fondamento.

«Restiamo sbigottiti — ha dichiarato Claudia Mazzoli — non solo perché si tratta di ipotesi assurde, ma anche perché tali affermazioni provengono da sigle e singoli che hanno scelto di non partecipare alle numerose riunioni pubbliche organizzate dall’Ente Parco per favorire il confronto diretto».

Cosa prevede davvero il Regolamento?

Il testo della discordia, in realtà, esclude categoricamente la nascita di laghi o bacini artificiali. Nella sezione dedicata alle “Opere di captazione idrica”, la bozza fa riferimento esclusivamente a eventuali derivazioni “senza accumulo”.

L’unica possibilità teorica contemplata dal documento — in perfetta linea con la Legge 394/91 e il Piano del Parco — riguarda il potenziamento o l’integrazione di sistemi idrici già esistenti e a esclusivo uso potabile. Anche in questo caso estremo, ogni intervento sarebbe subordinato a rigidissimi controlli.

Verifiche di compatibilità ambientale: ogni opera dovrà superare i passaggi normativi previsti. Rilascio del deflusso ecologico: i flussi d’acqua dovranno garantire la salute dell’ecosistema, nel rispetto dei vincoli ambientali più severi.

Trasparenza e rischio di querele

L’Ente Parco rivendica la massima trasparenza: il percorso partecipativo in corso (sia in presenza che online), pur non essendo un obbligo di legge, è stato fortemente voluto proprio per stimolare un dibattito costruttivo basato sui fatti e sui documenti.

La linea della presidenza contro la disinformazione resta però durissima. Mazzoli ha infatti concluso con un monito chiaro: «Non possiamo accettare la diffusione di notizie non corrispondenti alla realtà che creano allarmismi ingiustificati. Il nostro Ente sarà chiamato a tutelare la propria immagine e la correttezza dell’informazione qualora dovesse proseguire la diffusione di notizie false e diffamatorie».

L’invito finale è dunque quello di abbandonare le polemiche social e partecipare ai prossimi incontri per contribuire, dati alla mano, al futuro dell’area protetta.

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