Scontro sul futuro dell’aeroporto: i Verdi contestano il modello Ryanair

4 aerei Ryanair

Gli annunci di Ryanair sul possibile incremento delle attività all’aeroporto Ridolfi di Forlì non convincono Europa Verde, che invita a guardare oltre l’entusiasmo per le nuove rotte e a valutare la reale sostenibilità economica e ambientale dello scalo. In una nota firmata da Cristina Mengozzi e Alessandro Ronchi, i Verdi ricordano come il rapporto tra la compagnia irlandese e le istituzioni pubbliche sia stato negli anni particolarmente stretto.

«Da anni il potere di questa compagnia aerea è stato tale da determinare spesso le scelte politiche», affermano, richiamando i finanziamenti pubblici destinati all’aeroporto negli anni Duemila. Nel mirino anche le recenti richieste avanzate da Ryanair al governo. Secondo Europa Verde, il CEO della compagnia Michael O’Leary starebbe di fatto subordinando nuovi investimenti in Italia all’abolizione dell’addizionale municipale sui diritti d’imbarco. «Il rapporto tra pubblico e privato dovrebbe essere più sano ed equilibrato», sostengono Mengozzi e Ronchi.

La questione centrale, secondo il movimento ecologista, riguarda però la sostenibilità dello sviluppo dello scalo forlivese. Citando studi di settore, i Verdi evidenziano come per raggiungere una piena sostenibilità economica un aeroporto dovrebbe superare il milione di passeggeri all’anno. Un traguardo ancora molto distante per il Ridolfi, che secondo i dati diffusi da FA Srl avrebbe registrato nel 2025 115.891 passeggeri, con un calo di quasi il 12% rispetto all’anno precedente.

«Questo significa che per andare in pareggio il numero di voli dovrebbe moltiplicarsi circa dieci volte rispetto all’attuale», osservano gli esponenti di Europa Verde, che ritengono un simile scenario incompatibile con la qualità della vita cittadina. «Più voli significano più emissioni, più rumore, più pressione sulla salute delle persone. Se vogliamo parlare di sviluppo, dobbiamo considerare anche i costi collettivi».

Secondo il movimento, inoltre, le risorse derivanti dall’abolizione della cosiddetta “Council Tax” regionale avrebbero un impatto limitato sui conti dello scalo. La quota destinata all’aeroporto di Forlì sarebbe infatti stimata in circa 400 mila euro annui, una cifra ritenuta insufficiente a risolvere le criticità economiche della società di gestione. I Verdi ricordano infine che l’ultimo bilancio disponibile, relativo al 2023, si è chiuso con una perdita superiore a 13 milioni di euro, quasi pari all’intero capitale sociale.

Da qui la proposta alternativa: destinare le risorse pubbliche al potenziamento delle infrastrutture ferroviarie. «Dovremmo investire il denaro pubblico per lo sviluppo delle tratte ferroviarie, per incentivare il turismo e lo sviluppo economico locale in maniera strutturale e sostenibile a lungo termine» concludono Mengozzi e Ronchi.

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