Impianti e accumuli energetici. Il Comune: «Poche competenze dirette, ma ascolteremo i cittadini»

Piazza Saffi Municipio Saffi

Cresce l’attenzione attorno all’area di Durazzanino, Malmissole, Borgo Sisa e Pieveacquedotto, dove la presenza della centrale elettrica di via Oraziana continua ad attirare l’interesse di grandi operatori del settore energetico, comprese importanti multinazionali impegnate nei progetti legati alla transizione ecologica.

L’Amministrazione comunale riconosce le preoccupazioni espresse dai residenti e definisce il quadrante come uno dei punti più delicati del territorio forlivese dal punto di vista infrastrutturale ed energetico. Proprio per fare chiarezza sulle numerose richieste di nuovi impianti presentate negli ultimi mesi, il Comune ha annunciato la convocazione, nel mese di luglio, di una specifica Commissione consiliare.

All’incontro saranno invitati anche Arpae e Ausl, con l’obiettivo di illustrare il quadro complessivo delle istanze che interessano il territorio e spiegare nel dettaglio le procedure autorizzative previste e le competenze dei diversi enti coinvolti.

L’Amministrazione sottolinea tuttavia la necessità di chiarire il ruolo del Comune all’interno di questi procedimenti. Le politiche energetiche europee e nazionali, orientate al progressivo abbandono delle fonti fossili e al raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050, favoriscono infatti lo sviluppo delle energie rinnovabili e dei sistemi di accumulo attraverso specifiche norme e iter autorizzativi.

In questo contesto, il Comune è chiamato ad applicare la normativa vigente e non dispone degli strumenti giuridici per impedire interventi che risultano compatibili con la legislazione nazionale ed europea. La maggior parte delle autorizzazioni è infatti di competenza di Arpae Emilia-Romagna e viene rilasciata attraverso la Conferenza dei Servizi.

Il Consiglio comunale interviene esclusivamente sugli aspetti urbanistici relativi alla localizzazione degli interventi e al riconoscimento delle eventuali indennità espropriative, senza poter modificare o revocare autorizzazioni disciplinate da norme sovraordinate.

«Come Amministrazione – viene ribadito – continueremo a rappresentare le istanze dei cittadini, a chiedere la massima trasparenza e a favorire ogni occasione di confronto pubblico con i soggetti attuatori». L’obiettivo dichiarato è quello di garantire che le osservazioni e le preoccupazioni della cittadinanza trovino adeguata attenzione nelle sedi competenti, pur nella consapevolezza che molte delle decisioni che incidono sul territorio derivano da scelte e normative di livello superiore, che limitano i margini di intervento dei Comuni.

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