Le notizie relative alla chiusura delle indagini sulle alluvioni che hanno colpito la Romagna nel 2023 e nel 2024 riaccendono il confronto politico sulla gestione della prevenzione del rischio idrogeologico in Emilia-Romagna. A intervenire è stata la deputata di Alice Buonguerrieri, che in una nota sostiene come gli sviluppi dell’inchiesta confermino le denunce avanzate negli ultimi anni da Fratelli d’Italia.
«C’erano risorse stanziate per ridurre il rischio idrogeologico, ma quei soldi non sono stati spesi. E quando sono stati spesi, troppo spesso sono stati utilizzati senza mettere realmente in sicurezza un territorio fragile» afferma la parlamentare, che attribuisce le responsabilità politiche a chi governa da decenni la Regione Emilia-Romagna.
Nel mirino della deputata finiscono i ritardi nella realizzazione delle opere di mitigazione del rischio, le casse di espansione non completate, le proroghe e le procedure rimaste ferme. «Le immagini di Traversara, di Faenza e di tutta la Romagna ferita sono ancora davanti agli occhi di tutti» sottolinea Buonguerrieri.
Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, nella vicenda non possono emergere esclusivamente responsabilità tecniche. «Dietro ogni tecnico c’è sempre una responsabilità politica», sostiene la deputata, indicando nel Partito Democratico il soggetto politico chiamato a rispondere delle scelte compiute negli anni.
Buonguerrieri conclude annunciando che Fratelli d’Italia continuerà a chiedere «verità, trasparenza e responsabilità», ribadendo la necessità di fornire risposte alle comunità colpite dalle alluvioni che hanno interessato il territorio romagnolo negli ultimi due anni.